Esteri

La "Sottomissione" della Francia all'Islam

Un'inchiesta racconta come le nuove generazioni di musulmani francesi siano sempre più estremiste. La sconfitta di un sistema di integrazione buonista e tollerante

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Oriana Allegri

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“Mi rendevo tuttavia conto, e ormai da anni, che lo scarto crescente, divenuto abissale, tra la popolazione e chi parlava in suo nome, politici e giornalisti, era destinato a portare a qualcosa di caotico, violento e imprevedibile.”

Così scrive Michel Houellebecq nel suo sesto romanzo, Sottomissione, in vetrina nelle librerie francesi il 7 gennaio del 2015, giorno della strage nella redazione di Charlie Hebdo. Un massacro fatto in nome di Allah e per mano dei fratelli Kouachi.
In tanti allora si sono affrettati a definire Sottomissione un libro di fantapolitica, ambientato in una realtà distopica: la Francia del 2022 che, per non mandare all’Eliseo la “fascista” Marine Le Pen, preferisce eleggere un presidente musulmano, segnando così l’inizio della fine dell’intero Occidente come l’abbiamo conosciuto finora.

Ma quale fantapolitica e quale realtà distopica! La Francia oggi è sempre più assediata dai divoratori della laicità e dei diritti democratici. Sono numerosissimi, di seconda e terza generazione, e sono in maggioranza islamici. Un esercito che testimonia ogni giorno il fallimento di quella grande chimera che è l’integrazione. Nelle scuole delle Banlieue i professori di Storia preferiscono non parlare della Shoah perché temono di essere aggrediti dagli studenti, persino i maestri delle elementari hanno difficoltà con i bambini, che gli danno dei bugiardi perché si rifiutano di raccontare la favoletta che il mondo è stato creato da Allah.

A Saint-Denis una associazione utilizza fondi pubblici francesi per organizzare pellegrinaggi a La Mecca e corsi di Corano. 
I dati dell’ultima inchiesta sulla copertina del settimanale francese Le Point danno i brividi.

Le nuove generazioni di musulmani di Francia sono sempre più fondamentaliste e prone all’ortodossia. Sono nate in Occidente, sono cresciute nelle nostre scuole, ma respingono tutto quello che l’Occidente rappresenta, le sue radici e i suoi valori, primo tra tutti quello del laicismo. Il 68% degli intervistati è favorevole al diritto di portare il velo nelle scuole e nelle università.
Il 49% di ragazzi con meno di 25 anni sostengono che non è l’islam a doversi adattare ai valori laici della Repubblica, ma è il contrario: la laicità deve adattarsi all’islam. La percentuale di persone che partecipa alle preghiere del venerdì in moschea è più che raddoppiata dal 1989 a oggi, mentre calano i musulmani che dichiarano di bere alcolici, dal 35 per cento nel 1989 al 21 per cento oggi. L'82% ritiene che il cibo halal debba essere consumato nelle mense scolastiche e, dulcis in fundo, il 27 per cento degli intervistati crede che la sharia, la legge coranica, dovrebbe prevalere sulle leggi della Repubblica.

Sono i numeri di una sconfitta, che non riguarda solo la Francia, ma che coinvolge tutto il mondo occidentale. E laddove c’è una sconfitta significa che da tempo si sta combattendo una guerra, nonostante le élites progressiste lo abbiano sempre negato, censurando qualsiasi informazione che potesse aprire il dibattito e combattere a petto nudo quella guerra.

Chiunque abbia parlato di sottomissione all’islam, prima e dopo Houllebecq, in Francia e fuori dalla Francia, è stato isolato, tacciato di islamofobia, trattato come lo scarto di un pensiero xenofobo e razzista. Ma, i campioni dell’integrazione a tutti i costi, i soloni del volemose bene, si sono guardati bene dal raccontare quello che realmente sta succedendo da almeno trenta anni nella società francese e nell’Europa tutta.
Una colpevole manipolazione dell’informazione che ancora continua, silenziando ogni voce di dissenso e negando l’evidenza in nome di un buonismo stolto, che ci sta condannando tutti al più barbaro oscurantismo. Ecco perché la copertina di questa settimana di Le Point fa tanto clamore: è una inchiesta coraggiosa. Le Point dice quello che tutti sanno e che, quasi tutti, vilmente tacciono.
La demografica ci dice che nel 2050 l’Europa sarà a maggioranza musulmana. La profezia di Gheddafi, quando sosteneva che l’islam avrebbe conquistato il mondo con il ventre delle sue donne, si sta realizzando.
Ed è terribile assistere muti e immobili a tutto ciò, senza nemmeno poter combattere per dare alle generazioni future la possibilità di continuare a vivere in una società libera e senza velo.

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