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Faida Le Pen: Jean Marie ripudia Marine

La figlia estromette dal partito il padre. Che reagisce ripudiandola. E la nipote, choccata dalla vicenda, intende rinunciare alla sua candidatura

La vicenda familiare che ha preso forma nel Front National sta assumendo contorni che, partiti dalla politica in senso stretto, arrivano al grottesco. La "faida", lo ricordiamo, era cominciata con la sospensione e il ritiro della tessera del partito a Jean-Marie da parte della figlia Marine.

Com'era prevedibile, lo storico leader della destra francese non mandato giù l'estromissione e ha reagito, ripudiando la figlia. "Non voglio che la presidente porti il mio nome", ha dichiarato Le Pen padre, accusando Marine di essersi macchiata di un crimine e invitandola poi ironicamente a fare la campagna elettorale sotto il nome di Marine Aliot (cioè sposando il suo compagno, dirigente FN) o addirittura convolando a nozze con Florian Philippot, il vicepresidente del partito, gay dichiarato.

Aldilà dei risvolti "sociali", la questione ha avuto anche un immediato seguito politico, con la decisione di Marion Marechal-Le Pen, figlia di Marine e nipote di Jean-Marie, di rinunciare alla sua candidatura, per via della violenza - giudicata fuori misura - del nonno. "Se verrà designato un nuovo candidato, lo sosterrò", ha dichiarato.

A scatenare tutto erano le state le dichiarazioni di JM Le Pen, presidente onorario del partito, al giornale di estrema destra Rivarol, che rivalutavano la collaborazione del marescallo Petain con i nazisti, seguite a breve distanza dalla polemica sulle camere a gas, che Le Pen definì "un dettaglio".


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