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Ancora tragedie sul monte Everest, dove negli ultimi giorni hanno perso la vita uno sherpa e tre alpinisti. Nell'ultimo incidente, stanotte, ha perso la vita un alpinista indiano, Subash Pal, che aveva lasciato l'ultimo campo base per raggiungere la cima. Lo riferisce The Himalayan Times.

Due giorni fa aveva perso la vita un'alpinista australiana all'altezza del campo base IV, l'ultimo prima dell'ascesa finale verso la cima. Nella sua pagina online The Himalayan Times cita un responsabile del ministero del Turismo nepalese nel campo base secondo cui la donna, Maria Elizabeth Strydom di 34 anni, che era accompagnata dal marito nella scalata, è morta dopo essere stata colpita da cecità da neve seguita da un ictus. La donn, aveva negli anni scorsi compiuto diverse ascensioni a vette di tutto il mondo, fra cui il Denali in Alaska, l'Aconcagua in Argentina, l'Ararat in Turchia e il Kilimangiaro in Africa.

Il suo decesso è avvenuto soltanto alcune ore dopo quello dell'olandese Eric Arnold che, dopo aver conquistato ieri l'Everest al suo quinto tentativo, si è sentito male nella discesa al campo base. L'olandese, di 36 anni, era scampato lo scorso anno ad una valanga sull'Everest. Sul suo account twitter @EricArnold8850 aveva scritto ieri: "L'alpinista Eric Arnold ha raggiunto la vetta del Monte Everest al quinto tentativo!".


Tre giorni fa sono morti anche Rajib Bhattacharya, un alpinista indiano di 43 anni mentre scendeva dal Dhaulagiri, la settima vetta più alta del mondo, e uno sherpa nepalese caduto in un crepaccio mentre attrezzava una via di salita per scalatori occidentali sul Lhotse.

Lo scorso 18 maggio i responsabili del Dipartimento della montagna nepalese hanno avvertito che il settore superiore dell'Everest era flagellato da forti venti, che hanno indotto molti alpinisti a scendere verso i campi base inferiori. (ANSA).

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