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Chi è Nigel Farage?

Xenofobo, razzista, polulista, euroscettico. Ritratto dell'uomo che ha voluto l'uscita della Gran Bretagna dalla UE

Il leader dell'Ukip Nigel Farage in un classico pub inglese – Credits: CARL COURT/AFP/Getty Images

Nigel Farage, classe 1964, è l'uomo del momento nella politica del Regno Unito. Il suo partito indipendentista, l'Ukip, ha voluto con forza la Brexit. E ha vinto. Populista, razzista e largamente oltre l'euroscettismo, Farage ha tentato negli anni di stringere alleanze in Europa per creare il caos all'interno del Parlamento europeo e per abbattere le istituzioni dell'Unione così come le conosciamo, a partire dall'euro.

Eurodeputato per la circoscrizione sud-orientale della Gran Bretagna, eletto nel 1999, sostiene di avere utilizzato la sua esperienza dell'Europa per aumentare la diffusione delle sue attività in casa, nel Regno Unito. Tradotto, ha usato l'Europa come volano per portare avanti le sue idee anti-europeiste. Inizialmente Nigel Farage militava nei conservatori britannici, ma ne esce nel 1992, in forte rottura proprio con l'attuale premier David Cameron, dopo che la Gran Bretagna aveva firmato il trattato di Maastricht.

Sempre sul suo sito si legge che è un "convinto credente nell'idea dell'indipendenza del Regno Unito" e un "fervente sostenitore della libertà di stampa", cosa che gli ha causato "non poche ostilità" tra i suoi oppositori, soprattutto quando ha sostenuto un referendum per trasferire i poteri dei politici eletti in Europa al "popolo". Celebri sono i discorsi tenuti da Farage all'interno del Parlamento europeo, in cui ha più volte accusato i politici dell'Ue di aver ribaltato il governo italiano e quello greco per instaurare "governi fantoccio", pronti ad obbedire alle richieste di Bruxelles.

E contro i burocrati europei Farage conduce dal 1999 una battaglia personale. Nel 2014 ha accusato apertamente il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, di non essere mai stato eletto per rappresentare 500 milioni di persone, e ha paragonato il suo carisma a quello di "uno straccio bagnato". La Gran Bretagna si è tenuta stretta la sterlina, ma questo non frena Farage dall'accusare la valuta europea di essere la fonte di tutti (o quasi) i mali. "L'Euro Titanic ha ormai colpito l'iceberg - ha dichiarato più volte - e non ci sono abbastanza scialuppe di salvataggio".

Il leader dell'Ukip è fortemente xenofobo e ritiene che sono gli stranieri a causare la disoccupazione tra i cittadini del Regno. Un discorso semplice semplice che, però, nelle aree più depresse del Paese, dove le fabbriche sono chiuse e la gente si è improvvisamente ritrovata per strada, ha avuto una certa presa sull'elettorato. È da qui che Farage attinge la sua linfa. Ha lasciato Londra nelle mani dei grandi finanzieri e si è concentrato sulle città industriali del sud-est del Regno. Una scelta che l'ha premiato con una valanga di voti.

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