Emirato del Caucaso, da qui arrivavano i terroristi di Istanbul

Le zone di origine dei tre attentatori della strage in aeroporto si sono affiliate all'Isis nel 2015

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Abu Muhammad al-Qadari, leader dell'emirato del Caucaso, affiliato all'Isis

per Lookout News

A distanza di pochi giorni dal sanguinoso attentato all'aeroporto Ataturk di Istanbul, inizia a prendere forma la composizione del commando entrato in azione che ha causato la morte di 43 persone e il ferimento di oltre 230. Secondo diverse fonti turche, i tre terroristi uccisi sono stranieri: un russo della repubblica del Daghestan, un uzbeco e un kirghiso. Il gruppo avrebbe affittato un appartamento circa un mese fa nel popoloso quartiere di Fatih vicino al centro commerciale Historia. Uno dei tre attenatori è stato identificato con il nome di Osman Vadinov, arrivato in Turchia nel 2015 da Raqqa, capitale dello Stato Islamico in Siria. L’uomo sarebbe stato il primo degli attentatori a farsi esplodere dopo aver sparato con un kalashnikov all’ingresso dell’aeroporto.
Intanto proseguono i rastrellamenti delle forze di sicurezza turche.

- L'ATTENTATO ALL'AEROPORTO DI ISTANBUL

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L’affiliazione dell’Emirato del Caucaso a ISIS


Se confermata, la provenienza di parte dei membri del commando dall’area caucasica collegherebbe l’attentato di Istanbul all’Emirato del Caucaso, affiliatosi allo Stato Islamico nel giugno del 2015 dopo aver perso il proprio leader storico, Doku Umarov, nel marzo del 2014.
 
Il 21 giugno del 2015 quattro regioni del Nord dell’Emirato del Caucaso hanno giurato fedeltà ad Abu Bakr al-Baghdadi, Califfo dello Stato Islamico, il quale ha accettato il giuramento e ha annunciato anche la creazione di alcuni “uffici di Isis” nella regione. In quell’occasione il portavoce dello Stato Islamico, Abu Muhammed al-Adnani, ha sigillato l’affiliazione pubblicando su You Tube una dichiarazione nella quale ha annunciato egli stesso la nascita del “Governatorato del Nord Caucaso”, confermando che a guidarlo è Abu Muhammad al-Qadari, al secolo Rustam Asilderov, leader del Caucaso del Nord e uno dei capi militari dello Stato Islamico nella repubblica russa del Daghestan. Lo Stato Islamico ha dunque proclamato il “Wilayat Qawqaz”, ennesima provincia del Califfato ad aver giurato fedeltà ai sunniti di Mosul, ma il primo “Wilayat” che Isis ha ottenuto sul territorio della Russia.
 
L’annuncio di Al Adnani ha seguito di alcuni giorni altre adesioni al Califfato: pochi giorni prima i leader dei gruppi islamici delle regioni di Dagestan, di Cecenia, Inguscezia e KBK (Kabarda, Balkaria e Karachay) si erano infatti riuniti sotto la bandiera nera dello Stato Islamico. L’emergere del “Governatorato” su quattro delle sei regioni già parte dell’Emirato del Caucaso a suo tempo proclamato da Al Qaeda, ha dimostrato come fossero da prendere sul serio le parole pronunciate pochi mesi prima dal leader di Al Qaeda Ayman Al Zawahiri, secondo cui i membri di Al Qaeda potevano ritenersi svincolati dal giuramento di fedeltà prestato ai tempi di Osama Bin Laden ed erano liberi di aderire a nuove formazioni jihadiste. Cosa che è puntualmente avvenuta. A non aver ancora condiviso il passaggio di fedeltà a favore del Califfo sono rimaste le due regioni di Cherkessia e Nogay.

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