Esteri

Le elezioni presidenziali francesi travolte dagli scandali

Alla vigilia della tornata elettorale una bufera giudiziaria investe alcuni dei principali candidati

François Fillon

Redazione

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A meno di un mese dalle elezioni presidenziali (primo turno il 23 aprile), la Francia continua ad essere martoriata da scandali politici a ripetizione.

L'ultima notizia riguarda Penelope Fillon - la moglie del candidato della Destra all'Eliseo, Francois Fillon - che è stata iscritta nel registro degli indagati nell'ambito dell'indagine sui presunti impieghi fittizi in parlamento.

Per tutta la giornata, è rimasta chiusa nella sede del Polo nazionale finanziario per l'interrogatorio con i giudici.

Un'audizione fiume, cominciata questa mattina e finita solo questa sera tardi, intorno alle 22:30, quando una berlina scura, con la moglie del candidato a bordo, ha lasciato l'edificio per riportarla a casa.

Doppio passaporto franco-gallese, 5 figli con Fillon, Penelope è indagata, tra l'altro, per complicità in appropriazione indebita e truffa aggravata.

Dopo la bufera giudiziaria che ha colpito Marine Le Pen, le rivelazioni ai danni del candidato della destra si fanno sempre più scottanti. E arrivano a coinvolgere anche il presidente Hollande, con Fillon che non usa più mezzi termini e accusa direttamente il capo dello stato.

Secondo lui c'è Hollande all'origine di tutti i suoi guai. E il candidato della destra chiede un'inchiesta sull'Eliseo. La replica di Hollande non si fa attendere: è una nota dell'Eliseo a parlare di "affermazioni menzognere" e assicurare che "l'unico scandalo non riguarda lo stato, ma una persona che ne dovrà rispondere davanti alla giustizia".

Continua intanto - mentre in Francia è massima allerta per la sicurezza dopo l'attentato di Londra - la grande fuga di personalità ed esponenti socialisti verso il candidato indipendente Emmanuel Macron, nonostante il candidato ufficiale del partito sia Benoit Hamon.

"Accuso il presidente della Repubblica" ha tuonato Fillon in un talk-show su France 2, Hollande - secondo lui - "fa arrivare le intercettazioni nel suo ufficio, riesce ad essere al corrente di tutto, pedinamenti compresi".

Fillon, denunciando "uno scandalo di stato", ha detto di volere "l'apertura di un'inchiesta".

Nella stessa intervista, ha ammesso di aver commesso uno "sbaglio" - il secondo di cui si pente, dopo quello di aver fatto lavorare moglie e figli come assistenti parlamentari - nell'accettare in regalo "da un vecchissimo amico" gli abiti di lusso della sartoria Arnys, 13.000 euro per tre completi soltanto per parlare dell'ultima "tranche". "Li ho restituiti" ha poi aggiunto.

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Il tutto mentre la "famigliopoli" d'Oltralpe si allarga al ministro dell'Interno Bruno Le Roux: indagato perché fece assumere le due figlie come assistenti parlamentari, il fedelissimo di Hollande ed ex capogruppo dei socialisti in Parlamento si è dimesso

Nuovi guai per Fillon
Mentre nella corsa all'Eliseo Emmanuel Macron dopo il primo dibattito televisivo è sempre più l'uomo da battere, nuovi guai piovono sul candidato dei Républicains alle presidenziali.

Secondo il settimanale satirico Canard Enchaîné, in edicola oggi, François Fillon avrebbe ricevuto 50.000 dollari (circa 46.000 euro) come intermediario per organizzare nel 2015 un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin, un miliardario libanese e l'amministratore delegato di Total, Patrick Pouyanné.

Canard Enchaîné rivela che la società di Fillon, 2F conseil, a inizio 2015 ha firmato un contratto con l'industria Future Pipe Industries di proprietà del miliardario libanese Fouad Makhzoumi, i cui legami con Fillon erano stati già rivelati da Mediapart.

Makhzoumi ha accettato di versare 50.000 dollari all'ex primo ministro perché gli presentasse Putin e Pouyanné, che era stato direttore di gabinetto di Fillon. Incontri che sarebbero poi avvenuti in occasione del Forum economico Internazionale nell'estate del 2015 che si è svolto a San Pietroburgo. 

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Falso e frode ai danni di Fillon
Come se non bastasse, fonti giudiziarie, citate dal quotidiano Le Monde, riferiscono che il 16 marzo l'inchiesta per "abuso d'ufficio" e "appropriazione indebita" sullo scandalo Penelopegate (il milione di euro che tra la moglie e due dei cinque figli di Fillon si sono spartiti per sospetti incarichi fittizzi di suoi assistenti parlamentari) si è allargata all'accusa di "falso" e "frode".  
   
Secondo i giudici della procura finanziaria, l'ex premier avrebbe non solo occultato elementi utili all'inchiesta, ma avrebbe anche prodotto falsi documenti per tentare di giustificare le retribuzioni date ai familiari.

Secondo una seconda perquisizione all'Assemblea Nazionale, la camera bassa francese, sono emersi documenti firmati da Penelope Fillon attestanti il numero di ore lavorate nel corso degli anni. Gli inquirenti sospettano che si tratti di falsi per giustificare a posteriore la retribuzione da assistente parlamentare per 831.340 euro ricevuti da madame Fillon per oltre 10 anni

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Bruno Le Roux

L'ex ministro dell'interno Bruno Le Roux – Credits: Ansa/EPA/IAN LANGSDON

Le accuse contro Bruno Le Roux
Ad accendere la polveriera contro il ministro dimissionario Bruno Le Roux, è stato invece lo scoop di Quotien, trasmissione di TF1. Le Roux è accusato di aver impiegato come sue assistenti parlamentari le figlie di 15 e 16 anni.

Le due ragazze avrebbero cominciato a lavorare per il padre in Parlamento quando erano ancora al liceo con contratti a termine durante le vacanze scolastiche, come ha confermato lo stesso Le Roux. In particolare, in due periodi diversi, le figlie avrebbero occupato un posto di assistente parlamentare, una mentre frequentava un corso preparatorio per l'università, l'altra mentre faceva uno stage in Belgio.

Il ministro ha spiegato ai responsabili della trasmissione che si trattava di "lavori estivi", utili per il curriculum. Secondo Quotidien, le due ragazze hanno accumulato rispettivamente 14 e 10 contratti, per una somma totale di 55.000 euro

Un caso che ricorda molto il Penelopegate che ha travolto il rivale Fillon, verso cui Le Roux era stato critico. La famiglia in Parlamento? "Questo genere di pratiche non dovrebbe essere autorizzato", aveva detto ai microfoni di radio RTL.

"Non voglio in alcun modo che questo caso possa danneggiare il governo", Bruno Le Roux

Le dichiazioni di Le Roux
Dopo 24 ore di passione e tanti inviti a lasciare (tra cui quello del candidato socialista alle presidenziali Benoît Hamon), Le Roux ieri è comparso davanti ai media convocati d'urgenza, annunciando le sue dimissioni. Poco prima, la procura finanziaria di Parigi, la stessa che indaga su Fillon, aveva annunciato l'apertura di un'indagine a suo carico.

"Non voglio in alcun modo che questo caso possa danneggiare il governo", ha dichiarato Le Roux. "Le mie responsabilità in materia di lotta al terrorismo, criminalità, gestione dei flussi migratori non permettono di prestare il fianco a nessun tipo di strumentalizzazione. Per questo ho rimesso le mie dimissioni al presidente della Repubblica".

Matthias Fekl il nuovo ministro dell'Interno
Al posto di Le Roux, è stato nominato come nuovo ministro dell'Interno Matthias Fekl, 39 anni, finora segretario di Stato francese per il commercio estero. Fekl è considerato vicino a Hollande e il suo nome era già stato ventilato in precedenti occasioni per incarichi rilevanti nell'esecutivo, come quello di ministro degli Esteri.

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