David Cameron e la moglie Samantha
Esteri

Elezioni in Gran Bretagna: maggioranza assoluta per Cameron

Shock a sinistra. Il trionfo dei Tories costringe alle dimissioni Miliband. Farage non entra in parlamento

David Cameron ha vinto le elezioni in Gran Bretagna e  oggi pomeriggio la regina gli conferirà il mandato per formare il nuovo Governo.
Per il suo partito, i Conservatori, maggioranza assoluta dei seggi al Parlamento di Westminster.
- Ed Miliband, leader laburista, grande sconfitto, si è dimesso.
- Grande affermazione dei nazionalisti scozzesi. 
- Dimissioni anche per Nick Clegg: i suoi Lib-Dem hanno vinto solo 8 seggi.
- Intanto l'Europa si chiede l'effetto che la vittoria dei Tories avrà sul futuro della Ue.

- Ai Tories ufficialmente sono stati assegnati 331 seggi - che valgono più della maggioranza assoluta (326).
- Sulla sconfitta del Labour, alla fine si ritrova con 232 seggi (ne ha persi 25), pesa tantissimo la disfatta in Scozia. Per consolarsi ai laburisti non basta certo la vittoria in Galles: 25 seggi contro gli 11 dei Tories. 
Lo Scottish National Party conquista 56 dei 59 seggi disponibili in Scozia: un trionfo personale per la leader, Nicola Sturgeon.
- Brutta sconfitta anche per Nigel Farage, leader dell'Ukip, che era stato il trionfatore delle elezioni europee del 2014. Non entrerà a Westiminister. In Gran Bretagna si parla di dimissioni anche per lui. L'Ukip avrà un solo seggio.
- Quasi scompaiono i Lib-Dem di Nick Clegg, che si ritroveranno con soli 8 seggi. Dimissioni anche per lui.
- Irlanda del Nord - I partiti unionisti nordirlandesi hanno conquistato dieci dei 18 seggi disponibili alla Camera dei Comuni britannica per l'Irlanda del Nord nelle elezioni generali del Regno Unito. Il Sinn Fein, sostenitore dell'unificazione delle contee del nord alla Repubblica d'Irlanda, ha invece perso uno dei cinque seggi conquistati nel 2010. I nazionalisti moderati del partito socialdemocratico e laburista, quarta forza regionale, vicina ai laburisti britannici, ha mantenuto i tre seggi ottenuti cinque anni fa. L'indipendente Sylvia Hermon, ex dirigente dell'Uup, ha conquistato l'ultimo seggio, mantenendo il suo posto.

 

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Ore 10:35 - Lo Scottish National Party conquista 56 dei 59 seggi disponibili in Scozia - "Siamo a uno spartiacque storico. Il firmamento politico, le placche tettoniche della politica scozzese si sono spostate". Lo ha detto la leader del partito nazionale scozzese (Snp) Nicola Sturgeon, dopo il grande successo registrato alle elezioni generali di ieri.

"Qualunque sarà il governo che nascerà a Westminster, quello che è accaduto in Scozia non potrà essere ignorato", ha aggiunto Sturgeon, il cui partito ha conquistato 56 dei 59 seggi disponibili in Scozia, schiacciando il partito laburista.
"I laburisti stanno perdendo contatto con il popolo scozzese da anni e il popolo della Scozia ha riposto la sua fiducia nell'Snp affinché faccia sentire la voce degli scozzesi e si batta per una politica progressista, che è esattamente ciò che intendo fare", ha detto Sturgeon.

Ore 10:30 - Dopo la sconfitta cocente del Labour, il leader Ed Miliband verso le dimissioni. Ne sono certi sia il Giuardian che la BBC, anche se ufficialmente dal partito non ci sono ancora conferme.

Intanto i risultati che via via si avvicinano a quelli definitivi non danno ancora per i Conservatori di David Cameron la maggiornaza assoluta.

La lunga notte elettorale nel Regno Unito si è trasformata in un incubo per i laburisti di Ed Miliband e in un buon passo in avanti per i conservatori di David Cameron.

Aggiornamento ore 8:00

Mentre i sondaggi davano un testa a testa tra i due principali partiti britannici, con la possibilità di uno stallo e di nessuno in grado di formare il nuovo governo, i dati dei primi exit poll vanno invece in una direzione diversa e sono molto amari per il Labour, che viene quasi completamente spazzato via in Scozia dall'uragano indipendentista.

A 95% degli scrutini, sono 621 i seggi assegnati ai Conservatori su 650. sono largamente. Significa 309 parlamentari conquistati. Seguono i laburisti con 224 seggi, lo Scottish national Party con 56, i Liberaldemocratici con 8, l'Ukip con 1. Altri partiti hanno finora conquistato 23 seggi. I dati sono riportati dal Daily Telegraph. Nel Parlamento uscente la maggioranza era formata dai conservatori con 302 seggi e dai liberaldemocratici con 56.

David Cameron resterà al numero 10 di Downing Street. Nessun camion dei traslochi previsto per il premier britannico che festeggia la vittoria dei Tory come primo partito, anche se non riuscirà a raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi e avrà bisogno di coalizzarsi.

Secondo le prime proiezioni, ai Conservatori vanno 316 seggi, 239 ai Laburisti, 58 allo SNP (gli indipendentisti dello Scottish National Party), 10 ai LibDem e 2 all'Ukip di Nicolas Farage. Evidente il crollo verticale dei Liberal-democratici, che scivolano da 57 a 10 seggi e vengono così "puniti" dal loro elettorato per la coalizione portata avanti sotto la guida dei Conservatori, e per essersi di fatto eclissati dalla vita politica del paese, nonostante le belle promesse fatte quattro anni fa dal loro leader Nick Clegg

Ma, un altro dato sicuramente determinante di questa tornata elettorale in Gran Bretagna è l'avanzata degli indipendentisti scozzesi. Sconfitti a settembre nel referendum che gli ha negato l'indipendenza da Londra. oggi i membri dello SNP sbarcano in massa a Westminster, sulla scia della popolarità della loro nuova leader, Nicola Sturgeon. In Scozia sono determinanti per la sconfitta del Labour, che perde seggi storici in favore di giovanissimi indpendentisti come 
Mhairi Black, che con i suoi 20 anni è la più giovane parlamentare britannica dal 1967.

E si attende il discorso di David Cameron, che - secondo fonti dei Tory - si dice pronto a governare nell'interesse nazionale, e cercherà di costruire un "governo stabile, sicuro e forte", qualora la vittoria del partito conservatore venisse confermata nelle prossime ore. Gli "anziani" stanno già consigliando al premier di raggiungere un accordo con il Partito unionista democratico (DUP), anche perché la seconda gamba della coalizione, i LibDem, si è notevolmente ridotta e non è sufficiente a mettere in piedi una coalizione di governo.

E' necessaria cautela e bisogna aspettare i risultati definitivi, ma con il passare delle ore la pesante sconfitta in Scozia, nel feudo laburista, sembra farsi sempre più concreta, tanto che nel partito monta la rabbia contro il segretario Ed Miliband e in molti già chiedono la sua testa, all'alba di una competizione elettorale segnata dallo shock per la sinistra e dai festeggiamenti (moderati) per i conservatori. Mentre in Scozia gli indipendentisti si prendono tutta la torta. 

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