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Elezioni Europee 2019: come capire chi ha vinto e chi ha perso

Guida rapida per comprendere l'andamento di exit poll, proiezioni e spoglio dei voti

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Anna Migliorati

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Ventinove Paesi al voto nelle Elezioni Europee 2019, ventinove governi in attesa di rimettere in sesto anche gli equilibri politici di casa proprio quando si sarà chiusa la lunga maratona del voto europeo. Perché una caratteristica comune è che, da sempre, in Europa vanno in scene alleanze impossibili in patria.

Ecco allora dove guardare quando arriveranno i risultati dagli altri Stati per capire come sta andando per il futuro parlamento di Strasburgo.

Popolari europei (epp)

I Popolari europei, che schierano il volto di Manfred Weber, successore di Jean Claude Junker, si candidano ad essere ancora il primo schieramento e sono la roccaforte tedesca. Il maggior numero di parlamentari è atteso anche questa volta dalla Germania, dove pure il partito di Angela Merkel non se la passa bene.

Occhio quindi ai risultati da Berlino. Le altre roccaforti dei Popolari stanno tutte nell’Europa centro-orientale con i baluardi in Ungheria, Bulgaria, Croazia. Ma anche Grecia e Portogallo dovrebbero portare il loro contributo. E dall’Italia arriveranno gli eurodeputati di Forza Italia.

Socialisti e Democratici (S&D)

Se i Popolari sono a guida tedesca, è questa la casa politica europea che nella legislatura uscente ha visto il predominio italiano, primo paese rappresentato dopo l’exploit del Pd di Renzi. In crisi nei principali paesi, i Socialisti, il cui candidato Frans Timmermans non è italiano ma non a caso è cresciuto a Roma, cercano ancora da noi un baluardo importante.

Il Pd in calo porterebbe, infatti, comunque un nutrito numero di europarlamentari e potrebbe rimanere l’Italia il paese più rappresentato nel gruppo a Strasburgo. Ma dovrebbe essere un gruppo molto veriegato. Manforte si attende da Spagna, Portogallo, Austria, Bulgaria, Lettonia in termini percentuali. In termini numerici anche da Germania e Gran Bretagna.

Liberali e Democratici (Alde)

Lo storico schieramento guidato da Guy Verhofstadt ha trovato in Macron il suo grande alleato. Questa, novità di questo voto, dovrebbe dunque essere la famiglia politica europea che da lunedì vedrà una maggioranza di parlamentari arrivare dalla Francia. Pattuglie sparute sono attese dagli altri principali paesi, con Estonia e Romania da tenere d’occhio.

Conservatori e Riformisti (Ecr)

Sono gli europarlamentari della Polonia di Kaczynski il gruppo forte tra i conservatori, insieme ai Tories britannici.  I risultati più consistenti sono attesi dai partiti dell’europa dell’Est dove però, questa volta, dovranno vedersela con i sovranisti e questa è una partita apertissima. Quindi, oltre ai risultati polacchi, conteranno quelli di Slovacchia e Olanda.

Sinistra Europea e Nordica (Gue/Ngl)

Una famiglia europea quella della sinistra che mette insieme i freddi climi dei paesi nordici con la Grecia, ero capofila della pattuglia a Strasburgo. Sono i voti di Atene, però, quelli che in termini di seggi peseranno di più per capire quanto conteranno. Ma anche Portogallo e Irlanda  dovrebbero contribuire.

Verdi  (The Greens/Efa)

Alleanza ecologista il gruppo Greeens raccoglie voti un po’ in tutta Europa. Oltre alla Svezia di Greta, dove si attende un buon risultato, guardano alla Germania della riscossa Verde e poi a Finlandia, Lituania e Belgio.

Alleanza Europea dei Popoli e delle Nazioni

Sarà questa la casa dei partiti della foto di gruppo voluta fortemente da Matteo Salvini. Unisce partiti sovranisti e nazionalisti di dieci paesi europei. Neanche a dirlo questo sarà il gruppo politico dove ci sarà prevalenza di eurodeputati dall’Italia, visto che la Lega contende ai popolari di Angela Merkel il maggior numero di eletti. Da tenere d’occhio il voto in Francia e Austria ma anche Finlandia.

Movimento 5Stelle e Brexit Party

E’ questa la maggiore incognita. Ma da tenere d’occhio. Stanno insieme il M5s italiano, il partito britannico della Brexit di Frange da cui si attende un risultato record, ma dopo il voto qui potrebbero arrivare i polacchi di Kukiz’15, i croati di Zivi Zid e i greci di Akkel. E allora lo scenario sarebbe tutto da ridisegnare. Ma è anche qui che si vedranno i giochi del dopo urne.

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