Ehud Olmert: si aprono le porte del carcere

Condannato a diciannove mesi per corruzione, l'ex primo ministro di Israele sconterà la pena nello stesso penitenziario dell'ex presidente Katzav

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L'ex premier Olmert con la moglie – Credits: Pavel Wolberg-Pool/Getty Images

Ehud Olmert è il primo ex capo del governo israeliano che finisce in prigione. Condannato a diciannove mesi di carcere per ostruzione della macchina giudiziaria e per un caso di corruzione quando era sindaco di Gerusalemme (1993-2003), l'ex fondatore di Kadima, il partito centrista nato da una scissione del Likud dopo la decisione di Ariel Sharon di sgomberare le colonie di Gaza nel 2005,  non ha negato gli errori commessi come uomo politico ma, nel video che ha consegnato alla stampa, considera comunque troppo alto il prezzo che ha dovuto pagare. E si rivolge all'opinione pubblica israeliana, chiedendo di essere giudicato con equilibrio e saggezza.

A differenza di altri suoi colleghi finiti dietro le sbarre, non ha  tuonato contro la politicizzazione della magistratura, né trasformato la condanna in un caso di persecuzione politica. Nessun uomo - ha detto - può essere considerato al di sopra della legge. Il Paese, ha lasciato intendere, viene prima delle sue rimostranze personali.

Capo del governo  tra il 2006 e il 2009, durante l'operazione Piombo fuso contro la Striscia di Gaza, Olmert ha visto stamane aprirsi le porte del carcere di massima sicurezza di Maasiyahu, fuori Tel Aviv, dove sono rinchiusi altri uomini politici eccellenti di Israele, come lo stesso ex presidente Mosh Katsav, condannato qualche anno fa per reati di tipo sessuale. Sconterà la condanna nella ala 10 del penitenziario, in una zona completamente isolata dal resto della prigione. Potrà però frequentare altri detenuti.

IL DISCORSO PRIMA DI ENTRARE IN PRIGIONE
 

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