EBOLA PATIENT ARRIVES
Esteri

Ebola, in quarantena la famiglia del primo malato Usa

L'uomo, arrivato a Dallas dalla Liberia, è entrato in contatto con un centinaio di persone - LE FOTO

Un cameraman 33enne americano che lavorava da tre anni come freelance in Liberia per la rete televisiva Nbc ha contratto il virus dell'Ebola è stato rimpatriato negli Stati Uniti.Lo ha reso noto lo stesso network aggiungendo che l'uomo, di cui per volere dei familiari non è stato reso noto il nome "ha mostrato i primi sintomi mercoledì.

Si è immediatamente posto in quarantena da solo e ha chiesto aiuto medico". Il giorno dopo e' stato controllato in una struttura di Medecins Sans Frontieres (MSF) dove è risultato positivo ai test. Si tratta quarto americano che ha contratto la malattia in Liberia.

 

Intanto le autorità sanitarie americane hanno messo in quarantena la famiglia a Dallas dell'uomo liberiano rimasto contagiato dal virus dell'ebola: hanno ordinato loro di non uscire di casa e non aver alcun contatto con l'esterno per 21 giorni senza previa autorizzazione dell'ufficio sanitario. L'uomo - arrivato in Texas dalla Liberia via Bruxelles e Washington- dal momento in cui ha cominciato a star male e quindi essere contagioso, ha avuto contatti diretti tra le 12 e le 18 persone (che dunque possono essere state esposte all'ebola); e costoro hanno avuto a loro volta contati con un altro centinaio di persone, tutte anch'esse a rischio, ma attualmente monitorate con attenzione. 

Di tutti costoro sono state messi in isolamento comunque solo alcuni, tra cui i componenti della sua famiglia e il personale sanitario che trasportò il paziente, Thomas E. Duncan, in ospedale domenica scorsa. Finora comunque nessuno ha mostrato alcun tipo di sintomo. Tra le persone che hanno avuto contatti con Duncan anche 5 bambini in età scolare, che frequentavano quattro scuole diverse, e che adesso sono tenuti a casa. Il dottor Thomas Frieden, direttore dei Centers for Disease Control (CDC) di Atlanta, che ha spedito un'equipe di esperti a Dallas, ha reso noto che al momento l'agenzia sta anche studiando come smaltire in modo sicuro i rifiuti sanitari prodotti dal paziente; perche' attualmente gli ospedali americani non hanno la capacita' di sterilizzarli. Secondo Frieden comunque il problema sarà

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