Esteri

Draghi-Merkel: prove di dialogo sul futuro dell'Europa

L'incontro tra il Presidente della BCE e il cancelliere tedesco getta acqua sul fuoco su un'Europa a "due velocità". Ma il capitolo non è chiuso

angela-merkel

Ilaria Molinari

-

Europa a "geometria variabile", Europa a "cerchi concentrici", Europa a "due velocità". C'è un modo gentile e uno più diretto per definire il grande tema sul tavolo dei leader europei: a 60 anni dalla firma dei Trattati per la nascita dell'Unione Europea, la definizione eventuale di accordi che segnino i differenti passi a cui possono correre i Paesi della Ue.

- LEGGI ANCHE: Tre vie per uscire dall'impasse europea
- LEGGI ANCHE: L'America di Trump, i rischi per l'Europa

Il tema è delicato. E Angela Merkel, cancelliere tedesco, ne incarna le criticità.

Dopo che le erano state attribuite parole a detta sua "oggetto di equivoco", Merkel ha chiarito ieri in un incontro con il presidente della BCE Mario Draghi che non punta ad avere una eurozona a diverse velocità. "Non sono interessata a che nell'eurozona vi siano di nuovo diverse velocità" ha dichiarato. "L'eurozona deve rimanere nel suo complesso insieme. Quello che viene deciso da tutti gli stati della moneta unica deve essere sostenuto: come per esempio l'Esm". Merkel ha quindi ripetuto come nell'Ue il meccanismo di cooperazione rafforzata esista già: "A tutti deve essere fatta una offerta. Non può accadere che in tre decidano una cosa, e gli altri non possano partecipare". 

Eppure il momento in cui è avvenuto questo incontro a porte chiuse tra Draghi e Merkel non è certo casuale. Solo venerdì scorso a Malta si è tenuto il vertice informale tra i Capi di Stato e di Governo sul futuro dell'integrazione europea.

La politica monetaria, le sorti del progetto, la nuova politica transatlantica lasciano la tensione altissima. È una fase molto delicata per la UE: o si rafforza ora in modo strategico o il tappo rischia di saltare visto il clima elettorale infuocato, e lo spauracchio dei populisti. E la tentazione di usare più pesi e più misure all'interno della stessa Unione c'è.

Berlino, che pure si avvantaggia dei bassi tassi di interesse per l'espansione della propria economia, sa tuttavia che deve tenere conto del fatto che la situazione politica in altri paesi vicini è drammatica: di fronte alle urne francesi e eventualmente a quelle italiane, le decisioni della Bce devono esser ponderate, tenendo conto di tutti.

E poi c'è il fronte americano e la deregulation finanziaria dell'amministrazione Trump non piace nè a Draghi nè al governo tedesco, ed è plausibile che si tenterà di costruire un asse nell'eurozona, per spingere su questo tema nell'ambito del G20. Ma serve unità, difficile da chiedere se si porta avanti il tema della "doppia velocità" con chi va più avanti e chi resta più indietro.


© Riproduzione Riservata

Leggi anche

L'America di Trump, i rischi per l'Europa

La questione russa, l’isolazionismo, l’eccitazione dei populisti, la NATO e il caos nel Mediterraneo. L’UE sopravviverà al neopresidente?

Le Pen: la Francia contro l'Europa, l'Islam, il liberismo

Ultranazionalismo d'altri tempi, ossessione contro le élite, slogan sovranisti, uscita dalla Ue e dalla Nato: la candidata della destra presenta la sua faccia estremista

Il precariato in Europa

Il ritratto drammatico di una generazione che non trova lavoro fisso visto dagli Stati Uniti

Commenti