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Donald Trump e il libro scandalo: le 5 rivelazioni più curiose

Dall'origine del ciuffo biondo al gradimento per il cibo di McDonald's. Ecco cosa scrive Michael Wolff in "Fire and fury"

Donald Trump

Simona Santoni

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"È come un bambino". Così sarebbe Donald Trump secondo Michael Wolff, l'autore del controverso libro Fire and fury: inside the Trump White House che sta facendo infuriare la Casa Bianca. 
Prevista per il 9 gennaio, l'uscita del libro scandalo negli Stati Uniti è stata anticipata al 5 gennaio: una vera e propria sfida al presidente americano, che aveva chiesto alla casa editrice Henry Holt and Company di bloccare la pubblicazione. 

Nel libro Wolff va giù pesante. Raccoglie diverse dichiarazioni di persone vicine a Trump, tra cui quelle al vetriolo dell'ex braccio destro del tycoon, Steve Bannon che accusa lui, il figlio e il genero di incontri sovversivi con i russi durante la campagna elettorale, come vi abbiamo raccontato qui.

Ma non finisce qui. Wolff racconta molte cose del Presidente, più personali e "intime", da lasciare alla storia. Intervistato dalla Nbc, Wolff ha così definito Trump: "Le dirò una definizione che tutti hanno dato, che tutti hanno in comune. Dicono tutti che è come un bambino". E poi: "Questo uomo non legge. Non ascolta. È come un flipper". 

Ecco le rivelazioni più curiose e leggere. 

1) Come nasce il ciuffio di Donald Trump

La chioma bionda e plastica di Big Trump è spesso presa di mira dall'ironia dei suoi rivali e degli internauti. È stata l'adorata figlia Ivanka a rivelare "la meccanica che sta dietro l'acconciatura del padre".

Ecco come nascono ciuffo e riporto: prima si crea "una pelata completamente rasata, un'isola contenuta dopo un'operazione per ridurre il cuoio capelluto, circondata da un folto cerchio di capelli intorno ai lati e alla fronte". Poi "tutte le estremità" di questo cerchio "sono tirate su per incontrarsi al centro e poi essere raccolti sulla nuca e fissati con uno spray solidificante".

2) Al McDonald's contro gli avvelenamenti

Molti evitano il McDonald's per non rimanere intossicati dal cibo da fast food. E invece Trump nel McDonald's vede la salvezza, contro la sua paura di essere avvelenato. È stata una paura che l'ha accompagnato a lungo, prima di trasferirsi alla Casa Bianca.

L'ex stratega di Trump nel libro rivela: "A lungo timoroso di essere avvelenato, direbbe che un motivo per cui gli piace mangiare da McDonald's è perché nessuno sa che ci stava andando e il cibo è preparato in modo sicuro".

3) La tinta biondo arancio che fa sorridere Ivanka

Di mira sempre la capigliatura di Trump. Ed è sempre Ivanka a colpire. Questa volta è la tinta a farla sorridere: "Il colore è il risultato dell'applicazione di un prodotto che si chiama 'Just for Men', che più viene lasciato in posa più diventa scuro. L'impazienza di Trump è l'artefice del suo colore biondo arancio".

4) La disperazione di Melania

Melania, secondo Wolff, la sera della vittoria di Trump ha pianto, "ma non di gioia", e il giorno dell'insediamento ha litigato col consorte. Donald e Melania alla Casa Bianca dormono in camere separate. Non succedeva dall'epoca dei Kennedy, nota Wolff confermando indiscrezioni circolate in marzo: "Se sono nella stessa città lei si rifiuta di dormire con lui".

Nel libro emerge anche la fama da predatore di Donald, con le tattiche impiegate dal presidente "per entrare nel letto delle mogli degli amici". Non è chiaro se le tecniche risalgano a prima o dopo le nozze con Melania: "Cercava di convincere la donna che il marito non era poi quello che pensava, poi faceva invitare dalla segretaria il marito nel suo ufficio e cominciava a parlare di sesso... 'Alle tre mi arrivano ragazze da Los Angeles. Possiamo andare di sopra e spassarcela'. Il tutto mentre la moglie stava al telefono in viva voce ad ascoltare". 

5) Le ambizioni di quel "mattone" di Ivanka

Fire and fury si concontra anche sulla figlia che è la "vera moglie" di Trump, Ivanka, che secondo Steve Bannon sarebbe "stupida come un mattone".

Sono delineate le sue ambizioni presidenziali. Wolff scrive: "Una decisione presa congiuntamente col marito Jared per quello che, in un certo senso, avrebbe potuto diventare un lavoro congiunto. Se fosse capitata l'occasione sarebbe stata lei a candidarsi". Aggiungendo: "La prima donna presidente degli Stati Uniti sarebbe stata non Hillary Clinton, ma lei: Ivanka Trump".


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