Esteri

Donald e Melania Trump in Texas: perché è stata una visita flop

Prima il tacco, poi il cappellino con la scritta FLOTUS lei. E lui incapace di parole consolatorie. Non basta vincere l'elezione per essere un "presidente"

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Alessandro Turci

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Non era facile sbagliare questa volta: le condizioni per un’onorevole figura c’erano tutte. Eppure Donald Trump e Melania, insomma la coppia presidenziale per eccellenza, c’è riuscita.
Arrivando in Texas per seguire da vicino la situazione dell’uragano Harvey, entrambi hanno fatto fiasco; insomma sotto al vestito, niente davvero.

Una foto impietosa mostra le scarpe scelte da Melania prima di decollare da Washington. Sono col tacco a spillo, che unite al pantalone attillato e al bomber militare ne fanno un look quanto meno inadatto alle circostanze. Poi è vero che giunta a Corpus Christi le scarpe col tacco hanno lasciato il posto a un paio di sneaker, ma il cappellino da baseball con scritto FLOTUS, se possibile, ha peggiorato le cose.

 

Cosa (non) ha detto Trump

FLOTUS (First Lady of The United States) riesce ad aggravare la situazione del consorte Donald, che in Texas ha davvero sfigurato, incapace di pronunciare una singola parola per chi nel disastro ha perso la vita, la casa o tutto quello che aveva. David Axelrod, stretto collaboratore di Obama e ora voce della CNN, ha sottolineato come tra i compiti del Presidente ci sia quello di essere non solo il commander-in-chief, ma anche il consoler-in-chief.

Di consolatorio invece Trump non ha avuto nulla. Ha piuttosto citato l’uragano (“mai visto nulla di simile”) e poi, nome per nome, chi guida le operazioni di soccorso: il solito great job guys! (ottimo lavoro ragazzi!) che oramai vuol dire tutto e niente. Era questa l’occasione per il Presidente di allentare gli strascichi delle polemiche successive ai fatti di Charlottesville, dal momento che un uragano non ha colore politico, né di carnagione, né guarda al credo religioso delle sue vittime. Per una catastrofe naturale di queste proporzioni l’America si aspettava un Trump in grado di rispondere in termini di solidarietà umana, dimostrando un grado di empatia con il dolore dal quale sembra invece lontanissimo.

Perché è stata persa un'occasione

Il Texas è, in queste ore, un contesto estremamente sensibile che ha visto letteralmente crollare l’immagine del famosissimo predicatore cristiano Joel Osteen perché non apriva agli alluvionati le porte della sua mega chiesa di Houston (16 mila posti a sedere) dalla quale ogni domenica predica il Vangelo. Pochi giorni fa il milionario apostolo del marketing religioso si era limitato a un messaggio via twitter con la promessa di pregare per tutte le vittime, mentre i soccorsi mettevano in sicurezza lui e moglie nel quartiere dove vivono in una villa stimata 10 milioni di dollari.

Sommerso dalle critiche (e magari dal fatto che la comunità musulmana apriva le moschee agli sfollati?) alla fine Osteen ha aperto le porte della struttura. Ma Trump no, la sua occasione di aprire le porte della propria immagine pubblica sono state vanificate dall’outfit di Melania e dalla sua propria manifesta incapacità di comunicare col popolo americano. Una comunicazione diversa da quella della campagna per le presidenziali dove, a dirla tutta, alla fin fine si vende un prodotto, nel caso specifico: un candidato presidente.

Vincere le presidenziali non fa di nessuno un Presidente tout court. È qualcosa che (se proprio non ci si è nati) s’impara giorno dopo giorno. Ma questo non vale evidentemente per Donald Trump e signora che hanno mancato il primo appuntamento con la storia nazionale. Non era facile sbagliare in modo così clamoroso. POTUS e FLOTUS ce l’hanno fatta!

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