Dieci cose che accadono oggi: lunedì 3 dicembre

Dall'elezione del nuovo presidente sloveno alla tragedia nel tunnel di Sasago in Giappone

Il tunnel di Sasago poco fuori Tokyo è crollato causando la morte di almeno nove persone (AP Photo/Kyodo News)

Anna Mazzone

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1. Pahor presidente in Slovenia. L'ex premier socialdemocratico Borut Pahor è diventato il quarto Presidente della Slovenia, vincendo con ampio margine al ballottaggio nonostante il suo sostegno alle impopolari misure di austerità del governo. Stando ai dati diffusi dalla Commissione elettorale qPahor ha conquistato il 67,44% dei consensi, contro il 32,56% del suo principale avversario, il Presidente uscente Danilo Turk. Intanto, il vento dell'anti-politica soffia anche in Slovenia: l'affluenza alle elezioni è stata del 41,95%, la più bassa dal giorno dell'indipendenza.

2. Egitto domani in piazza. Partiti e gruppi dell'opposizione egiziana hanno annunciato che domani manifesteranno davanti al palazzo presidenziale per protestare contro il decreto che attribuisce poteri speciali al presidente Mohamed Morsi e contro il referendum sul progetto di Costituzione. La manifestazione, definita un "ultimo avvertimento" per Morsi, sarà pacifica, hanno assicurato gli organizzatori in un comunicato congiunto pubblicato dall'agenzia ufficiale Mena. Fra i firmatari del testo figurano il partito della Costituzione, fondato dall'ex capo dell'agenzia nucleare dell'Onu Mohamed ElBaradei, il movimento della Courant popolaree dell'ex candidato alle presidenziali Hamdeen Sabbahi oltre che dai Giovani del 6-Aprile-Fronte democratico.

3. Israele conferma nuove colonie.Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato l'intenzione del governo di costruire 3.000 nuovi alloggi in Cisgiodania e a Gerusalemme est in rappresaglia all'iniziativa palestinese all'Onu. Le costruzioni previste riguardano la zona E1, particolarmente controversa, fra Gerusalemme e la colonia di Maale Adumim, dove Israele si era impegnato con gli Stati Uniti a non costruire. Il progetto, che crea una zona di contiguità territoriale fra Maale Adumim e i quartieri di colonizzazione di Gerusalemme est, compromette la fattibilità di un futuro Stato palestinese tagliando la Cisgiordania in due.

4. Budapest in piazza contro l'antisemitismo. Rispondendo all'appello di associazioni ebraiche, più di 100.000 persone, in rappresentanza della maggioranza e dell'opposizione, hanno manifestato domenica a Budapest davanti al parlamento per protestare contro i rigurgiti neonazisti e contro l'istigazione all'odio razzista e antisemita, dopo l'ultima provocazione del partito estremista xenofobo Jobbik, che alcuni giorni fa ha chiesto al governo di stilare una lista degli ebrei che pongono ''un rischio per la sicurezza nazionale''.

5. Tripoli onora l'anti-Gheddafi. La Libia ricorda Mansur al Kikhia, uno strenuo oppositore di Muammar Gheddafi, il cui corpo è stato ritrovato solo di recente dopo 19 dalla sua scomparsa avvenuta al Cairo nel 1993. Al Kikhia, i cui resti sono stati rinvenuti a metà ottobre in una villa a Tripoli appartenuta ai servizi militari dell'ex colonnello, sarà inumato oggi nella sua città natale di Bengasi. Al Kikhia, fondatore della Lega libica dei diritti umani, fu rapito mentre rappresentava questa organizzazione in una riunione al Cairo il 10 dicembre 1993. Secondo il fratello Mahmud, è stato Abdallah al Senussi, ex capo dei servizi militari di Gheddafi, attualmente in carcere, a riconoscere il rapimento di Mansur e a indicare nella stessa occasione il luogo in cui si trovavano i suoi resti.

6. Esami sulla salma di Arafat. Una sessantina di campioni biologici sono stati prelevati sulla salma di Yasser Arafat a Ramallah e in seguito ripartiti per le analisi fra le tre equipe di inquirenti. E' quanto ha riportato il capo dell'equipe elvetica in una intervista al giornale Le Matin Dimanche. Patrice Mangin, direttore del Centro universitario di medicina legale di Losanna afferma che il medico legale palestinese, il solo che ha toccato il corpo, ha potuto "effettuare tutti i prelievi auspicati. In tutto una sessantina".

7. Messico, giuramento con scontri. Enrique Pena Nieto ha prestato giuramento come presidente della Repubblica del Messico nel corso di una cerimonia al Congresso, segnata da incidenti violenti fuori dalla Camera dei deputati e dalle grida di disaccordo della sinistra all'interno. L'investitura del 46enne avvocato ed ex governatore dello Stato del Messico, che aveva già assunto formalmente i poteri subito dopo la mezzanotte alla presenza di Felipe Calderon, segna il ritorno al potere del Partito rivoluzionario istituzionale (Pri), il partito di centro moderato che ha guidato ininterrottamente il paese per 71 anni (dal 1929 al 2000).

8. Colombia, bombe sulle Farc. Almeno 20 guerriglieri delle Farc sono stati uccisi nel corso di un bombardamento militare nel sudovest della Colombia. Lo rende noto una fonte dell'esercito. Il bombardamento ha riguardato un campo delle Forze armate rivoluzionare della Colombia situato a Los Arrayanes, località rurale della provincia di Narino, alla frontiera con l'Ecuador. Mercoledì a Cuba è prevista la ripresa dei negoziati.

9. 77 immolazioni in Tibet. Nuova immolazione, la settantasettesima dall'inizio dell'anno, nella Cina occidentale, che segna la continuazione della protesta tra i tibetani che contestano il controllo cinese sul Tibet. Sungdue Kyab, 17 anni, si è dato fuoco ieri davanti al monastero di Bora a Labrang (Gannan per i cinesi), nella provincia del Gansu. Il giovane è stato portato all'ospedale di Tsoe e le sue condizioni di salute sono molto gravi, con poche possibilità di sopravvivenza.

10. Giappone, tragedia nel tunnel. La galleria di Sasago, una delle più lunghe del Giappone appena fuori Tokyo, si è trasformata in una trappola mortale: un inferno di fiamme, detriti e fumo causato dal crollo del tunnel che ha travolto le auto in transito. Il triste bilancio, che rischia di essere provvisorio, è per ora di nove morti carbonizzati, mentre un'altra persona è deceduta in ospedale per le ferite riportate. All'appello mancano ancora alcune persone per le quali le speranze, con il passare delle ore, si stanno spegnendo.

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