Salah Abdeslam, ricercato numero uno per le stragi di Parigi, avrebbe contattato un avvocato, Sven Mary.

Lo riferisce una fonte attendibile riportata dall'agenzia Belga. "Il legale non ha voluto commentare", scrive Le Soir.

Le ultime immagini del fuggiasco, riprese da una videocamera di sorveglianza e svelate da BFM-TV immortalano in un'area di servizio vicino al confine col Belgio poche ore dopo la strage.

- LEGGI ANCHE: Attentati di Parigi, chi sono i terroristi

- LEGGI ANCHE: Isis, ecco perché abbiamo attaccato la Francia

 

Sono le 9.45 del mattino. Salah sembra disteso, le mani in tasca. Dodici ore prima partecipava ai sanguinari attentati che hanno causato la morte di 130 persone tra i locali di Parigi e lo Stade de France a Saint-Denis. Al suo fianco, i due amici che da Bruxelles sono andati a prenderlo nella notte a Parigi per riportarlo in Belgio, Mohammed Amri, ritratto mentre fa il pieno alla Golf, e Hamza Attou, 21 anni. Secondo l'avvocato di uno dei complici, i tre avevano appena fumato uno spinello.

Durante il viaggio Parigi-Bruxelles la polizia li ha fermati per ben tre volte, lasciandoli sempre liberi di andare. In quel momento il nome di Salah non era ancora legato ai massacri appena perpetrati nella capitale della Francia. Nella stazione di servizio, insieme agli altri due, Salah rimane per dodici minuti, tranquillo, con il volto scoperto e le mani in tasca. Poco prima delle dieci la Golf riprende il cammino verso Bruxelles.

Abdeslam verrà depositato nel comune di Laeken, alle porte della capitale. Da allora di lui si sono perse le tracce. Amry e Hattou sono stati arrestati il giorno dopo a Molenbeek

Nel covo dell'attentatore

Il "covo" di Salah Abdeslam, cioé l'appartamento di Schaerbeek dove il terrorista si è rifugiato dopo gli attentati di Parigi, era stato usato dagli attentatori come "fabbrica di esplosivi". È quanto emerge dalle indagini della procura. Dopo essere tornato a Bruxelles in auto all'alba del 14 novembre, grazie a due complici poi arrestati che lo avevano lasciato vicino allo stadio di Heysel, Salah è stato prelevato da Ali Oulkadi, attualmente detenuto, che lo ha poi lasciato a Schaerbeek, dove è stato individuato il covo.

La procura ha confermato di aver scoperto materiale destinato alla preparazione di esplosivi durante una perquisizione effettuata il 10 dicembre scorso al terzo piano di un palazzo in rue Henri Bergè, a Schaerbeek. Inoltre, è stata trovata anche un'impronta digitale di Salah. L'appartamento era stato affittato sotto falso nome. La procura ha anche annunciato di aver trovato tre cinture fatte a mano, che secondo gli inquirenti sarebbero state destinate al trasporto di esplosivi. (ANSA).

© Riproduzione Riservata

Commenti