Così Cruz ha battuto Trump in Wyoming

Il multimilionario grida alla "truffa" e si prepara per lo Stato di New York dove punta su sua figlia, Ivanka Trump

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Il candidato repubblicano Donald Trump a New York - 17 aprile 2016 – Credits: KENA BETANCUR/AFP/Getty Images

Redazione

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Lo aveva dimostrato fin dall'inizio Ted Cruz, fin dall'Iowa: lavorare sul terreno paga. Così il senatore del Texas in corsa per la nomination repubblicana si è preso la briga di andare fino in Wyoming per un porta a porta che gli ha fruttato tutti i 14 delegati in palio in una sorta di secondo turno senza voto alle urne, ma con la proclamazione di una convention statale. Il frontrunner Donald Trump non c'era e adesso grida alla "truffa" scagliandosi contro il sistema per l'assegnazione dei delegati in alcuni degli Stati dove non è previsto il voto, come in Colorado, i cui 34 delegati sono andati a Cruz e che è la pietra dello scandalo che ha alimentato l'urlo ininterrotto dell'antipolitica lanciato dal tycoon di New York e che lo tiene ad oggi ancora saldo in testa per il fronte repubblicano.

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Un'altra prova cruciale ci sarà martedì, quando si voterà nello Stato di New York: Trump è favorito tra i contendenti del Grand Old Party, ma se sarà in grado di conquistare il jackpot di 95 delegati in palio resta un'incognita. Non ovunque nell'Empire State fa infatti breccia il suo stile e per "prendere tutto" e assicurarsi un bottino tale da tentare di sedare le rivolte che continuano a preferire una convention bloccata ad una nomination aritmetica, Trump deve ancora una volta attenersi ad un sistema elettorale in effetti complesso, superando la soglia del 50% di voti, sia a livello statale che per i singoli distretti elettorali. Potrebbe pero' giungere in soccorso un volto noto, soprattutto a Manhattan: la figlia 34enne Ivanka Trump.

Lontani i tempi in cui di Ivanka si parlava come di una delle socialite della Grande Mela. Adesso è la figlia assennata, capace e brillante del tycoon che vuole essere presidente. E che al suo urlo di rabbia fa da controcanto. Lui sbotta, lei e' conciliante. Lui punta il dito, lei apre le braccia. Lui risponde piccato a chi gli da' del maschilista, lei si fa 'testimonial' della capacita' del padre imprenditore a riconoscere il talento delle donne nel business, promuoverlo e premiarlo.

Che tra i due sia special relationship è ben noto a chi legge da anni le cronache cittadine, la figlia preferita azzardano alcuni, ma la fiducia cieca del businessman è dimostrata dalle responsabilità affidate ad Ivanka nell'ambito della Trump Organisation, con un portafoglio degno dei più quotati executive compreso, scrive il New York Times, l'accordo per la conversione dello storico palazzo delle Poste a Washington di DC in un Trump Hotel di extralusso e già di fatto il quartier generale del candidato nella capitale. Lei ripaga con una dedizione da manuale: attenta, pacata, diplomatica ma incisiva, non è passata inosservata la sua performance nell'evento tv che cha visto l'intero clan Trump intervistato in diretta per un'ora sulla CNN, tanto che c'è perfino chi vede per Ivanka un futuro in politica.

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