Cosa ha detto Trump sui migranti di El Salvador, Haiti e Paesi africani

Li ha definiti "gente che arriva da questo cesso di Paesi". Dopodiché ha negato di essere un razzista

anniversario trump

Trump alla 72a Assemblea Generale dell'ONU il 19 settembre a New York – Credits: Getty Images

Redazione

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"No, non sono un razzista. Sono la persona meno razzista che voi avete mai intervistato, ve lo posso assicurare": così Donald Trump ha risposto ai giornalisti che al Trump International Golf Course di Palm Beach, in Florida, gli chiedevano di commentare le accuse mossegli in questi giorni per le sue presunte frasi volgari sui Paesi di origine degli immigrati.

Trump ha quindi smentito nuovamente di aver usato espressioni volgari e offensive nei confronti di Haiti e dei Paesi africani. "Avete visto cosa hanno detto vari senatori presenti a quell'incontro?", ha domandato ai giornalisti, riferendosi a due senatori che a differenza di altri hanno affermato di non aver sentito Trump pronunciare espressioni razziste durante un incontro nello Studio Ovale con alcuni membri del Congresso, a chi gli chiedeva di riconsiderare la decisione di togliere lo status di protezione a migliaia di immigrati da Haiti, El Salvador e da alcuni Paesi africani.

Avrebbe risposto: "Perché gli Stati Uniti dovrebbero avere tutta questa gente che arriva da questo cesso di Paesi (shithole countries)?". Così dice il Washington Post citando alcuni dei presenti. Trump avrebbe quindi aggiunto come "sarebbe molto meglio per gli Usa portare piu' persone da Paesi come la Norvegia" o da paesi asiatici perché potrebbero aiutare il Paese "economicamente".

Le reazioni

I presenti nello studio ovale, sempre stando a quanto indicato dal Wp e anche dal New York Times, sarebbero rimasti senza parole davanti all'offensivo commento del Presidente.

Tra loro anche il senatore repubblicano Lindsay Graham e quello democratico Richard Durbin che avevano appena avanzato la proposta di tagliare del 50% la lotteria per i visti di ingresso negli Usa ma continuare a proteggere gli immigrati già residenti nel Paese con la status di protezione accordato loro per il fatto di aver dovuto lasciare il loro Paese in conseguenza di catastrofi terribili come i terremoti che hanno colpito negli anni El Salvador e Haiti.

Ma Trump ha continuato: "Perché dovremmo far entrare più haitiani? Lasciamoli fuori". Per poi twittare:

Non sono mancate le reazioni di sdegno da parte non solo di rappresentanti democratici ma anche repubblicani, alcuni di origine haitiana o salvadoregna che hanno messo in evidenza come le idee supramtiste di Donald Trump e il suo razzismo nei confronti della gente di colore (e non solo) continuino a essere un vero pericolo per il paese.

Il razzismo di Trump

Le affermazioni di Trump non sono una novità, in fondo. Più volte il presidente americano ha mostrato il suo "fastidio" nei confronti dei migranti che arrivano in America. Come quando, per giustificare la costruzione del muro con il Messico, disse che "le persone che arrivano dal Messico non sono le "migliori" del Paese, ma sono persone che portano droga, violenza, furti, e solo in poche sono "brave persone".

O come quando parlando del piano di accoglienza per i rifugiati siriani dichiarò di essere stato costretto a sospenderlo per evitare infiltrazioni dell'Isis in America, accusando quindi i rifugiati in fuga dall'Isis di essere terroristi.

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