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Iniziano le manovre Usa-Corea del Sud, nuove minacce dal Nord

Il regime di Pyongyang si conferma pronto all'uso del nucleare, mentre 320 mila soldati si esercitano davanti ai suoi confini

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Redazione

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Precedute dalle nuove minacce nucleari della Corea del Nord, sono iniziate le annuali esercitazioni militari congiunte di Corea del Sud e Stati Uniti (dai nomi in codice di "Key Resolve" e "Foal Eagle"), destinate a proseguire fino al prossimo 30 aprile con il coinvolgimento di ben 17 mila soldati americani e quasi 300 mila sudcoreani.

Come già anticipato lo scorso mese dal ministro della Difesa di Seul, Han Min-koo, quella di quest'anno è la più grande operazione mai messa in atto dal suo Paese e gli Usa in termini di uomini (una volta e mezzo quelli impiegati nel 2015), mezzi e tecnologie impiegate sul campo, con anche l'utilizzo di aerei F-22 e di un sommergibile e una portaerei americani a propulsione nucleare. Uno schieramento di forze che vuole anche essere un monito per il dittatore nordcoreano Kim Jong-un dopo il test nucleare messo in atto gennaio e il razzo-satellite nucleare lanciato a febbraio.

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Seguendo la linea di sempre, la Corea del Nord - dopo le minacce dei giorni scorsi - ha reagito alle manovre davanti ai suoi confini con una dura nota della Commissione nazionale di Difesa, in cui si ricorda che i principali obiettivi strategici della Corea del Sud sono nel raggio di potenza di fuoco di Pyonyang, la cui capacità nucleare può colpire non solo le basi americane dell'Asia-Pacifico, ma anche quelle continentali. "Se volessimo premere i bottoni per annientare i nostri nemici anche adesso, tutte le basi delle provocazioni sarebbero ridotte in un mare di fiamme e cenere in un momento", si legge in chiusura del comunicato internazionale, rilanciato dall'agenzia ufficiale nordcoreana Kcna.

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