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Sale nuovamente la tensione tra le due Coree. Il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, ha ordinato all'esercito di prepararsi a entrare in stato di guerra dalle 17 ora locale, le 10.30 italiane. Lo riporta l'agenzia di stampa ufficilae Kcna.

La Corea del Nord è pronta a sparare missili a corto raggio da entrambi i lati del suo territorio. Lo riporta l'agenzia di stampa Yonhap citando un funzionario governativo, che avrebbe affermato che le attività di ricognizione militare di Corea del Sud e Stati Uniti hanno rilevato movimenti di lanciarazzi mobili della Corea del Nord, montati con missili Scud e Rodong.

I missili a corto raggio Scud sono stati individuati nella zona di Wonsan nella Corea del Nord nordorientale, mentre i missili a medio raggio Rodong sono stati individuati nella regione occidentale. Il missile Scud ha un raggio di meno di 500 chilometri, mentre il Rodong ha una portata massima di 1200 chilometri.

Kim Jong Un ha in effeti dato l'ordine in una riunione allargata di emergenza della Commissione militare centrale del Partito dei lavoratori della Corea, al comando nel Paese. Il leader ha ordinato alle forze dell'esercito di essere ben armate per far fronte a eventuali operazioni possibili in qualsiasi momento.

Nel corso della riunione di emergenza, sono state discusse contromisure politiche e militari intese a distruggere le provocazioni di guerra del nemico ed è stato approvato il piano di combattimento per la prima linea dei militari. Gli ufficiali per le operazioni militari della zona sono stati spediti al fronte.

La Corea del Sud ha anunciato che risponderà "con forza a qualsiasi provocazione, a qualunque tipo di attacco nordcoreano e la Corea del Nord dovrà assumersi tutta la responsabilità per questo tipo di azioni di rappresaglia", è l'avvertimento delle forze armate di Seul a quelle di Pyongyang, secondo un messaggio riferito ai media dal ministero della Difesa.

Le forze armate hanno evidenziato che i colpi di artiglieria nordcoreani di ieri sono una "provocazione grave e illegale che ha violato l'accordo di armistizio" che ha posto fine alla guerra di Corea nel 1953, secondo il messaggio inviato al maggiore generale dell'esercito della Corea del Nord. La Corea del Sud ha inoltre esortato Pyongyang a "rinunciare a queste azioni sconsiderate".

I comandanti delle forze armate della Corea del Sud hanno tenuto una riunione di emergenza sotto la presidenza del ministro della Difesa Han Min-koo, che ha esortato i militari a "reagire con forza" contro qualsiasi aggressione del Nord. Nel frattempo, le forze militari congiunte di Corea del Sud e Stati Uniti hanno alzato al massimo lo stadio di vigilanza Watchcon, come ha informato l'agenzia sudcoreana Yonhap, senza però dare ulteriori dettagli.

 

Cosa è successo

L'artiglieria di Seul ha risposto ieri ai colpi sparati da quella di Pyongyang contro un altoparlante installato nella zona demilitarizzata che separa le due nazioni, che da giorni lanciava appelli contro il Nord. Seul ha risposto sparando proiettili di artiglieria da 155 mm, come ha comunicato il ministero della Difesa.

Seul, infatti, ha riferito di aver intercettato un razzo sparato dal Nord alle 15,52 locali (le 8,52 in Italia) che, sostiene, non sembra aver danneggiato l'altoparlante che voleva distruggere. Il colpo ha colpito un'area a circa 60 km a nord di Seul. Ai residenti nell'area è stato ordinato di lasciare le case. 

La stessa Corea del sud ha poi dato ordine di evacuare la zona a ridosso della parte occidentale del confine. Pyongyang infatti è tornato già ieri a minacciare un intervento armato se Seul non interromperà e smantellerà entro 48 ore la rete di altoparlanti al confine. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Seul secondo il quale dal comando delle truppe nordcoreane ha ricevuto una dichiarazione in cui ha definito la propaganda di Seul "una sfida di grandi dimensioni".

La guerra degli altoparlanti

La guerra psicologica di confine, con messaggi di propaganda diffusi da enormi altoparlanti, è l'ultima trovata delle due Coree. In questi giorni tocca al Nord, mentre il Sud ha fatto lo stesso la scorsa settimana in un momento di tensione tra i due paesi. Il regime di Kim Jong un ha iniziato a trasmettere messaggi di propaganda nella Zona demilitarizzata che divide le due Coree.

La guerra psicologica degli altoparlanti era stata una costante tra Nord e Sud fino al 2004, quando i due Paesi hanno firmato un accordo per porre fine a questa pratica.

Ma la Corea del Sud ha ripreso a trasmettere i suoi messaggi di propaganda della democrazia e di accuse di violazioni dei diritti umani a Pyongyang come rappresaglia per le mine esplose al confine con la Corea del Nord il 4 agosto scorso e che hanno mutilato due soldati sudcoreani. Al termine dell'indagine, il governo ha concluso che le miniere sono state posizionate dalle truppe della Corea del Nord. Pyongyang ha negato ogni responsabilità, ma la tensione ai confini tra i due Paesi continua a salire.

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