Corea del Nord: la minaccia delle testate nucleari miniaturizzate

Aumenta il pressing sugli Usa. Trump risponde: "Se continuano sarà fuoco e furia". E intanto Pyongyang punta l'isola di Guam

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Un soldato nordocoreano vicino a uno schermo dove si mostra la distanza tra Corea del nord e l'isola americana di Guam nel Pacifico - 8 agosto 2017 – Credits: JUNG YEON-JE/AFP/Getty Images

Redazione

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Aumenta la tensione tra Corea del nord e America. Dopo aver individuato l'esistenza di missili anti-nave caricati su un vascello di pattugliamento nordcoreano, ora gli 007 del Pentagono rivelano di essere venuti a conoscenza (a fine luglio) della presenza di una testata nucleare "miniaturizzata", ovvero più compatta delle precedenti, che può essere montata sui missili in dotazione al Paese.

Questa testata potrebbe dunque essere montata sui missili dell'arsenale di Kim Jong-un e lanciata, come più volte minacciato dal dittatore Kim Yong-un, verso gli Stati Uniti d'America. 

La reazione di Donald Trump

Donald Trump ha reagito nel peggiore dei modi. Nessuna calma, nessuna visione diplomatica, ma il solito sfogo dai toni aggressivi: "Se la Corea del Nord continuerà con l'escalation della minaccia nucleare - ha detto - la risposta americana sarà fuoco e furia, come il mondo non ha mai visto".

La minaccia su Guam

In tutta risposta la Corea del Nord ha annunciato di stare "seriamente esaminando" un piano per colpire il territorio statunitense di Guam nel Pacifico proprio con i suoi missili. Kim Yong-un deve solo decidere "quando", fanno sapere da Pyongyang.

Perché è una fase delicata

Il punto centrale della vicenda è che Pyongyang ha investito talmente tanto sulle proprie testate nucleari da essere giunta davvero a un punto di pericolosità piuttosto elevato. È anche per questo che, dopo le sanzioni Onu alla Corea del Nord, Kim Yong-un si è sentito in grado di minacciare l'America. Ed è per questo che più di un osservatore stima che la guerra nucleare sarebbe davvero possibile.

Gli Stati Uniti si sentono nel mirino, minacciati dall'ipotesi di missili balistici intercontinentali a testata nucleare pronti a colpire quanto meno la costa ovest degli Usa, da Seattle a Los Angeles.

La tenuta degli equilibri dipenderà a questo punto soprattutto dall'atteggiamento della Cina, fino ad oggi principale alleato e partner commerciale della Corea del Nord. L'unico paese (forse) in grado di esercitare un pressing ancora maggiore sul dittatore nordcoreano.

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