Simona Santoni

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Otto donne in posa per un ritratto a Pyongyang. Attorno a loro luoghi simbolo o significativi della capitale della Corea del Nord, avvolta dal fascino e dal mistero delle città ancora poco conosciute: a causa della dittatura di Kim Jong-un è difficile vederne il vero volto.

Immortala queste giovani donne Ed Jones, fotografo con base a Seul che, da quando l'Agence France-Presse (AFP) ha aperto i suoi uffici a Pyongyang, ha pensato a nuovi modi per cambiare le immagini stereotipate normalmente associate alla Corea del Nord (parate militari o scatti rubati da un autobus). Ecco l'idea di una serie di ritratti che "coinvolgesse i soggetti stessi, una proposta difficile in Corea del Nord dove c'è un sospetto intrinseco verso i media stranieri", scrive.

Attraverso i ritratti di queste donne scorgiamo angoli di Pyongyang. Ecco il poligono di tiro Meari, che ai suoi clienti offre l'opportunità di sparare con alcune armi da fuoco nordcoreane e straniere, per lo più modificate. Ecco una palestra al Mangyongdae, il Palazzo dei bambini, un vasto complesso di attività doposcuola. E poi lo Zoo centrale, l'Arco di Trionfo davanti allo skyline della città, il College che forma insegnanti delle scuole elementari e materne e il Mansudae Art Studio, il centro artistico più grande e importante della Corea del Nord. 


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