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Corea del Nord, perché Trump la rimette tra gli Stati sponsor del terrorismo

Dopo nove anni rientra nella blacklist insieme a Iran, Siria e Sudan. Ecco le motivazioni della Casa Bianca

Polizia sudcoreana

Redazione

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Continua il braccio di ferro a distanza tra Kim Jong Un e Donald Trump. Dopo nove anni, gli Stati Uniti hanno di nuovo inserito la Corea del Nord nella lista nera degli Stati sponsor del terrorismo

Ecco quali sono le motivazioni della Casa Bianca. 

Perché Trump mette la Corea del Nord nella blacklist

"Gli Stati Uniti designeranno la Corea del Nord come uno stato sponsor del terrorismo", ha anticipato Donald Trump in una riunione del governo alla Casa Bianca, il 20 novembre 2017. L'indomani la formalizzazione, da parte del Dipartimento di Stato, che si accompagna a nuove e più dure sanzioni, "il livello più alto" mai imposto a Pyongyang, è l'annuncio trumpiano. 

Felice di poter gettare di nuovo responsabilità e fango sull'amministrazione Obama, il tycoon sostiene che questo scatto "avrebbe dovuto succedere molto tempo fa".

Le motivazioni del reinserimento nella blacklist del terrore? Trump definisce la Corea del Nord un "regime assassino", che minaccia "il mondo con una devastazione nucleare" e ha "ripetutamente sostenuto atti di terrorismo internazionale", compreso omicidi in suolo straniero. Il riferimento è all'uccisione di Kim Jong Nam, fratellastro del leader nordcoreano, all'aeroporto di Kuala Lumpur, capitale della Malesia, il 13 febbraio 2017, per mano di due donne che gli hanno spruzzato uno spry velenoso in viso.

Sarebbe proprio l'utilizzo di "armi chimiche" la molla che ha fatto scattare la decisione della Casa Bianca.

Non ci sono però altri episodi noti di terrorismo a firma nordcoreana, tanto che alcuni esperti dubitano che Pyongyang risponda ai criteri per entrare nella lista.

Cosa nasconde questa mossa

La scelta di Trump non fa che aumentare la tensione tra Usa e Corea del Nord, già pesantemente schiacciata dalle sanzioni internazionali. 

Secondo il segretario di Stato Rex Tillerson si tratterebbe di una mossa per aumentare le pressioni su Pyongyang per costringerla a fare un passo indietro sullo sviluppo del suo programma nucleare. L'obiettivo è che si convinca a sedersi al tavolo delle trattative: gli Usa hanno sempre "speranza nella diplomazia", ipse dixit.

Il rischio che invece si scateni una reazione opposta c'è, come pensa anche l'alleato giapponese, che pur aveva chiesto una simile risoluzione agli Stati Uniti: il ministro della Difesa Itsunori Onodera, pur accogliendo positivamente la notizia, si attende ora azioni provocatorie da parte della Corea del Nord (risale al settembre 2017 l'ultimo lancio di un missile balistico da Pyongyang nell'oceano Pacifico, sopra il mare del Giappone). 

Quali sono gli stati sponsor del terrorismo secondo gli USa

La Corea del Nord raggiunge nella lista degli Stati sponsor del terrorismo Iran, Siria e Sudan.

Già faceva parte di questo elenco nel 1988, quando era stata aggiunta in seguito al bombardamento nel 1987 di un volo sudcoreano che atterrava nei pressi di Myanmar, con la morte di tutti i 115 passeggeri.

L'amministrazione di George W. Bush l'aveva poi ufficialmente rimossa dalla lista l'11 ottobre 2008, perché aveva soddisfatto tutti i requisiti di ispezione nucleare: il presidente statunitense coltivava la speranza di far avanzare i negoziati sulla denuclearizzazione della penisola coreana.


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