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Corea del Nord, le armi nucleari fuori controllo

Forse il pericolo maggiore che Pyongyang può creare al mondo è frutto della difficoltà tecnica di governare il suo arsenale

La Corea del Nord continua i suoi test nucleari ma a spaventare, più dell'ipotesi di una guerra fredda, c'è un allarme ben più concreto: il rischio di incidenti su vasta scala. L'ultimo in ordine di tempo è quello del tunnel Punggye-ri, crollato causando 200 morti e una fuga radioattiva.

Pyongyang è davvero in grado di garantire la sicurezza dei suoi siti?

I fallimenti strutturali

L'incidente di Punggye-ri è il più recente di una lunga serie di guai strutturali. Esperti e attivisti per i diritti umani hanno da tempo lanciato l'allarme sul pericolo disfacimento delle strutture di Kim Jong-un. I mezzi a disposizione del governo nordcoreano non sarebbero infatti idonei a garantire la sicurezza del progetto, il pericolo di nuovi incidenti resta grave e anche l’Istituto di Geologia e Geofisica dell’Accademia Cinese delle Scienze ha messo in guardia il mondo sulla pericolosità delle strutture coreane.

 

La difficoltà dell'impresa nucleare

La testata nucleare è solo una delle parti che compongono una missione di sperimentazione. Si parla di impresa proprio perché i costi, gli specialisti e le operazioni di messa in sicurezza richiedono l'erogazione di continui capitali. Testare vuol dire investire su missili, lanciatori, reti di comunicazione, satelliti, mezzi di produzione, camion, guardie e bunker. In Corea del Nord sembra in atto invece una sperimentazione low cost, fatta con siti a rischio e con testate che vengono spostate in breve tempo senza uno stoccaggio protetto adeguato. La New York Review of Books ha portato all'attenzione il problema principale, sottolineato dal tenente generale James Kowalski, pilota B-52 ed ex vice comandante del Comando Strategico Usa: "Chi mai in Corea andrebbe da Kim Jong-un per dirgli che i suoi test non possono continuare? Nessuno, vivono in un clima di terrore"

Non solo "frecce rotte"

In gergo militare i missili nucleari difettosi si chiamano "frecce rotte" e la lunga storia della guerra fredda è costellata di incidenti provocati da malfunzionamenti dei supporti per far viaggiare le testate. Secondo il giornalista e saggista Eric Schlosser tra il 1950 e il 1980 nel mondo sono state lanciati 32 missili che hanno riportato problemi strutturali. Tra questi ci sarebbero anche non meno di sei bombe a idrogeno cadute sul suolo americano e mai recuperate. Quando si parla di Corea del Nord il problema delle "frecce rotte" diventa però secondario rispetto alle condizioni delle strutture, un'ombra che terrorizza a presincdere dai risultati della diplomazia.

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