Corea del Nord: il sito nucleare di Punggye-ri

Dalla costruzione, ai test nucleari fino alla imminente chiusura da parte del leader Kim Jong-un

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Il giornale coreano Rodong Sinmun con le immagini del missile Musudan testato il giorno prima e il dittatore Kim Jong-Un - 23 giugno 2016 – Credits: JUNG YEON-JE/AFP/Getty Images

Chiara Degl'Innocenti

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Sul sito di Punggye-ri, costruito a nord-est della Corea del Nord e usato per i sei test nucleari condotti dal regime, poco si è saputo fino alle ultime dichiarazioni di Kim Jong-un, ovvero quelle che riguardano l'imminente chiusura di tutta la struttura.

Caratterizzato da un dedalo di caverne e tunnel sotterranei scavati nelle viscere del monte Mantap, Punggye-ri si trova nella provincia frontaliera di Hamqyong Nord, e ha iniziato a far parlare di sé dopo le proteste della Cina preoccupata dalla vicinanza con quella zona probabilmente contamita.


La costruzione

Voluto dal leader Kim Jong-Il, padre dell’odierno dittatore, il sito era stato costruito in uno spazio lontano dalla capitale Pyongyang, ma a soli 2 chilometri da uno dei campi di concentramento più grandi del Paese, quello di Hwasong.

I test di Punggye-ri

Attraverso l'analisi delle immagini satellitari fornite in questi anni sia dalla Corea del Sud che dal Giappone è stato rilevato che Punggye-ri sarebbe stato utilizzato per sei test nucleari sotterranei: il primo avvenuto nel 2006, poi un altro nel 2009. Con la salita al potere del giovane Kim Jong-un sempre da lì sarebbe stato eseguito un terzo test nucleare nel 2013, poi altri due tra gennaio e settembre 2016, per concludere nell’autunno del 2017 con quello più devastante di settembre. Nei primi cinque test erano state testate bombe a fissione, mentre nel test dell’anno scorso era stata utilizzata una bomba a fusione con il pericolo di un rilascio di materiale radioattivo nell'atmosfera derivato, appunto, dal collasso di una delle gallerie principali.

 

I danni subiti nel 2017

Sempre da alcune foto satellitari, con l’ultimo test nucleare di Kim Jong-un, si evince che sarebbe iniziato il primo crollo strutturale importante del sito. Il tunnel principale si sarebbe sbriciolato in ottobre, causando anche la morte di circa 200 persone. Una notizia riportata dall'agenzia sudcoreana Yonhap ha rivelato che questo incidente sarebbe avvenuto durante i lavori di scavo di un'altra galleria, la quale avrebbe indebolito il terreno circostante. Una teoria aggravata dalla notizia rilasciata dalla tv giapponese Asahi, secondo la quale a causa del test nucleare di settembre 2017 sarebbe avvenuta una prima scossa di terremoto di 6.3 sulla scala Richter, seguita poi nei giorni successivi da altre meno intense, che avrebbe compromesso appunto l'intera struttura.

Le promesse di Kim

Ora la chiusura del sito sembra imminente. Kim ha fissato la scadenza a maggio, una data importante che segna un ulteriore passo in avanti dal punto di vista diplomatico. La dichiarazione di intenti di formalizzare la fine della guerra tra le due Coree e il relativo programma di denuclearizzazione rende sempre più prossima la pace soprattutto in vista del permesso accordato, da parte dello stesso dittatore nordcoreano, di concedere agli osservatori internazionali di verificare la chiusura effettiva del sito.

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