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Corea del Nord: chi è Antonio Inoki, ex wrestler "amico" di Kim Jong-un

Abbandonato il ring, il pugile giapponese si è dato alla politica e, come senatore, è stato invitato a Pyongyang per parlare di sport e nucleare

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Chiara Degl'Innocenti

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Coloro che possono definirsi “amici” o, meglio, “conoscenti diretti” di Kim Jong-un sono davvero pochissimi. E si contano sulle dita della mano. Uno di questi è l'ex lottatore giapponese Kanji Inoki, detto anche Antonio Inoki, un vera leggenda del wrestling, oggi senatore.

Perché Inoki è famoso

A 74 anni, 1,91 di altezza per 110 chili, vestito sempre con sciarpa e cravatta rosse, ricopre il ruolo da parlamentare della Camera alta nipponica impegnato in missioni di carattere diplomatico: sopratutto  dopo le minacce del giovane dittatore coreano, si occupa anche di tentare nuove strade verso il dialogo tra Pyongyang e Seul.

Così, con le tensioni create dal lancio dell'ultimo missile a medio raggio sul Giappone, Inoki ha chiesto di recarsi proprio alla corte di Kim Jong-un. Argomento principale l’armamento di Pyongyang, oltre allo sport visto che mancano pochi mesi alle Olimpiadi invernali di PyeongChang, contea della Corea del Sud che si trova a pochi km dal confine del 38° parallelo.

Chi è Inoki

Proveniente da una famiglia benestante di Yokohama, poi decaduta, nel 1957 alla morte del padre Inoki si trasferisce in Brasile con il nonno, la madre e i fratelli, dove impara soprattutto il karate.

La carriera sportiva

A 17 anni, dopo l'incontro con la leggenda vivente Rikidōzan che lo prese come allievo, il Inoki cominciò ad interessarsi al wrestling professionistico tanto che tornò in Giappone, come discepolo di Rikidōzan, cambiando il suo nome in Antonio Inoki, proprio come il lottatore italo-argentino Antonio Rocca di cui Rikidōzan era ammiratore.

Dopo anni di successi e un primo tentativo di aprire una sua federazione, le ambizioni si rivelarono. Forte della fama guadagnata insieme a Giant Baba, un altro popolare lottatore nippo-brasiliano fonda una seconda federazione di sua proprietà, la New Japan Pro-Wrestling, si dice anche grazie all'aiuto della stessa Yakuza giapponese, attiva ancora oggi.

Ma sono almeno due gli incontri sono degni di nota. Il primo finito in un pareggio sospetto fu con l'allora campione dei pesi massimi WBA e WBC Muhammad Ali nel 1976, sempre sotto l’egida della Yakuza.


 

Il secondo incontro che ne segnò la fama fu il 12 dicembre dello stesso anno in Pakistan dove Inoki affrontò Akram Pelearm, leggendario lottatore del luogo che dopo la sconfitta si suicidò.

Dopo anni di vittorie clamorose e qualche sconfitta negli anni ‘80 Inoki riconquistò la sua cintura che mantenne per altri 10 anni. Nel 1998 Antonio Inoki, pur non volendo saperne di ritirarsi, da grande campione abituato alle luci della ribalta inaugurò  una nuova fondazione, la Universal Fighting-arts Organization, che si concentrò sullo shoot fighting (combattimenti a contatto pieno) per cui Inoki era diventato noto negli anni ‘70.

Al grido di “Inoki Bomba-ye” (che tradotto significa "Inoki, uccidilo!") il wrestler fece il suo ritorno sul ring in quello che doveva essere un evento unico di fine millennio ma che segnò la fine della sua federazione.

All'età di 70 anni, Inoki è stato eletto senatore per il "Partito della Restaurazione Giapponese" alle elezioni di rinnovo parziale della Camera Alta.

La carriera politica

Con l’elezione di Kim Jong-un Inoki si è impegnato di migliorare i rapporti diplomatici tra il Giappone e le due Coree. 

"Un'occasione - ha detto prima dall'imbarco all'aeroporto di Haneda - per cercare di riportare a più miti consigli il dittatore nordcoreano." La richiesta dell’ex wrestler Inoki alla Corea del Nord è stata quella di poter sperare nella possibilità che una delegazione diplomatica giapponese, formata dai parlamentari di spicco del partito di governo liberaldemocratico di Shinzo Abe, possa recarsi a Pyongyang.

Lui, che è al suo 32esimo viaggio ha potuto infatti incontrare alcuni altissimi esponenti del regime, quali il presidente dell'assemblea Suprema del Popolo Kim Yong Nam, il vicepresidente del Comitato centrale del Partito dei lavoratori coereani Ri Su Yong e il capo delle forze armate Pak Yong Sik, con la sua ultima visita batte l’ex stella del basket Nba Dennis Rodman, l'altro "amico sportivo" di Kim.

“È importante tenere le porte aperte”, ha detto Inoki durante la conferenza stampa al suo ritorno a Tokyo. “Il Giappone è l’unico paese che ha avuto l’esperienza dei bombardamenti atomici, a Hiroshima e Nagasaki. Di conseguenza spero che il Giappone possa avere un ruolo di intermediario”.

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