Esteri

Consiglio europeo: Donald Tusk, un messaggio agli euroscettici

Come interpretare la scelta dell'Ue di confermare l'ex premier polacco alla guida dell'organismo che definisce la politica Ue

Donald Tusk all'ONU

Il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk – Credits: XINHUA/LI MUZI/Olycom

La riconferma di un politico europeista come l'ex premier polacco Donald Tusk alla guida del Consiglio europeo può essere considerata come un messaggio  che l'Unione, con in testa Berlino, ha voluto lanciare alle forze e ai governi euroscettici che stanno mettendo a rischio le istituzioni Ue.

Il messaggio è semplice: quando mancano  due settimane alla cerimonia dei 60 anni dei Trattati di Roma, l'Unione non ha alcuna intenzione di aprire una trattativa con quei partiti ma anche con quei governi, come lo stesso esecutivo polacco del premier Beata Szydło, che remano  apertamente contro lo schema di integrazione immaginato qualche giorno fa a Versailles: nascerà forse a Roma un'Europa più velocità; non ci saranno mai però due Europe o due sistemi valutari, né ritorneremo alle vecchia monete nazionali. Nessuno pensi insomma di scassare l'Europa.

Il messaggio Tusk - che è membro del Ppe ed è nemico dichiarato del governo euroscettico e populista della Polonia - è questo. 

La conferma di Tusk, che è membro del Ppe ed è nemico del governo euroscettico della Polonia, contiene un messaggio chiaro: nessuno pensi di spaccare l'Europa


IL NO A VARSAVIA
La riconferma  del vecchio premier  (2007-2014) alla guida del Consiglio è avvenuta infatti con la sola opposizione del suo Paese, considerato in Europa, con l'Ungheria di Viktor Orban, il più nazionalista dell'Unione.

Il tentativo di Varsavia di proporre in extremis un candidato polacco alternativo all'ex premier, al quale il partito di governo di Kaczynski vuole sbarrare la strada in vista di una sua probabile candidatura nelle presidenziali del 2019, è apparso subito però velleitario. Alla fine nemmeno l'Ungheria di Viktor Orban, sul cui voto contrario a Tusk aveva sperato fino all'ultimo la Polonia, ha voluto rompere le fila in ragione dell'appartenenza del suo partito al Ppe.

MESSAGGIO A VARSAVIA E A TRUMP
La questione è però politica anche in un altro senso. La Polonia del premier Szydło è sì euroscettica, ma è anche, per questioni storiche e geopolitiche,  fortemente filoamericana (in chiave antirussa). Non accontentarla - anzi, contrariarla apertamente - può essere considerato anche come un messaggio a Donald  Trump, col quale infatti la nuova Varsavia di Kaczynski intende instaurare un rapporto privilegiato: nessun attore, dall'esterno, è questo il messaggio, pensi di dividerci.

TRATTATIVA BREXIT
C'è poi un altro elemento da considerare. Il Consiglio europeo avrà un ruolo chiave nei prossimi mesi per guidare la trattativa tra l'Ue la Gran Bretagna dopo il referendum sulla Brexit. Avere un uomo ritenuto affidabile da Berlino e Parigi significa per i Paesi fondatori dire che non ci saranno doppi o tripli tavoli per la delicata trattativa.

Il consiglio europeo, composto dai capi di Stato e di governo dei 28, può essere considerato come l'organismo che definisce gli orientamenti politici generali dell'Unione, che esamina i principali problemi del processo di integrazione. In un momento in cui i grandi dell'Europa ipotizzano una rifondazione del patto europeo all'insegne di differenti livelli di integrazione, avere un uomo ritenuto affidabile in una posizione chiave significa in sostanza confermare un'idea di integrazione europea, che sta finendo sotto attacco per ragioni interne ed esterne, nella tenaglia della crisi migratoria, dell'esplosione del debito dei Paesi del sud Europa, dell'elezione del più antieuropei dei presidenti americani.

DA SOLIDARNOSC ALL'EUROPA
Oggi, come nel 2014, quando fu eletto per la prima volta a capo del Consiglio europeo, Tusk è stato sponsorizzato da Angela Merkel sin dal primo minuto. Credente nella disciplina di bilancio, europeista ma non federalista, Tusk è il candidato ideale in Europa anche per continuare a bilanciare ad Est il baricentro dell’Ue, al fine anche di non lasciare tutto il campo libero alle manovre espansive della Russia.

60 anni, Tusk è stato durante la sua giovinezza uno degli animatori di Solidarnosc, il movimento sindacale dei cantieri di Danzica che, negli anni 80, ha acceso la fiamma che avrebbe portato alla dissoluzione dell'Unione sovietica. Di ideologia liberale, conservatore, Tusk ha fondato nel 2001 un partito col quale ha vinto due elezioni consecutive, nel 2007 e nel 2014. Kaczynski lo vede come fumo negli occhi. Lo considera come un potenziale, pericoloso rivale in vista delle prossime elezioni presidenziali. Qualcuno dce che lo consideri anche il responsabile la morte del fratello, ed ex premier, in un misterioso incidente aereo nel 2010. C'è anche l'angolatura nazionale dietro questa rielezione che ha ribadito la centralità dei Paesi fondatori nelle decisioni politiche dell'Unione.

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