Come sopravvivere nei campi profughi

Storie di migranti che sbarcano il lunario tagliando barba e capelli e vendendo frutta fresca, snack fatti in casa e sigarette

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Campo profughi vicino ad Atene – Credits: LOUISA GOULIAMAKI/AFP/Getty Images

Claudia Astarita

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Come sopravvivono i migranti nel loro lungo viaggio verso l'Occidente, dove sperano di poter ricominciare in un luogo in cui trovare quelle opportunità che a casa non hanno avuto?

In un lungo reportage pubblicato dalla BBC, Kristina Jovanovski ci spiega come in tanti accampamenti per rifugiati allestiti lungo i confini delle nazioni che separano la Siria dall'Europa, sempre più migranti, per sbarcare il lunario nel corso di un viaggio che sembra non avere fine, hanno deciso di usare abilità e creatività per mettere in piedi piccole attività di vario tipo. Che stanno avendo un discreto successo.

Sigarette e falafel

Raramente si tratta di persone che stanno viaggiando insieme e che quindi si conoscevano precedentemente. Mourhaf Lababidy, ad esempio, ha scoperto solo di recente di aver in comune con un altro immigrato temporaneamente bloccato in uno dei campi profughi al confine tra Grecia e Macedonia, Abdulkader Gafer, sessant’anni, sarto, la passione per i falafel. E così hanno iniziato a venderli, accompagnati da una salsa allo yogurt fatta sempre da loro.

A dire il vero questi due siriani hanno aggiunto i falafel al proprio menù dopo aver "testato il mercato" con pane, verdure, pizzette e altri snack.

Fonti di reddito alternative

Molte di queste attività sono state lanciate quando gli immigrati si sono resi conto che la permanenza nei campi profughi sarebbe durata molto più a lungo del previsto. E così, onde evitare di bruciare tutti i loro risparmi, hanno cercato di assicurarsi fonti di reddito alternative.

Lababidy ha 34 anni, in Siria gestiva un bar, ha una famiglia e dei figli da sostenere, e visto che ancora non sa che cosa ci sarà nel loro futuro, ha iniziato a darsi da fare: si sposta nelle città vicine dove gli viene consentito di andare per recuperare ciò che gli serve, e lo vende a prezzi ragionevoli: due euro per un chilo di albicocche, uno per otto pagnotte. Ultimamente il suo negozietto vende anche sigarette, a due euro al pacchetto, ma questo giovane siriano non vuole rivelare a nessuno chi sia il suo fornitore.

I guadagni non sono certo eccezionali, accumulare una decina di euro in una sola giornata è un record, ma più che sufficienti per mantenere le due famiglie.

Barba, capelli e speranze

Anche per barbieri e parrucchieri gli affari vanno bene. Mohamad Rashed, 23 anni, chiede dai tre ai quattro euro per barba e capelli, ma li taglia gratis a chi non se li può permettere. Racconta che lavorare gli permette di sentirsi vivo, lo aiuta a continuare a sperare che prima o poi riuscirà a stabilirsi da qualche parte. Il suo sogno è riuscire a raggiungere la Germania, ma probabilmente si sente felice già così perché ha la consapevolezza di essere al sicuro: anche in un campo profughi si può vivere meglio che in Siria.

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