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Esteri

Come il Giappone si difende dagli attacchi della Corea del Nord

Il premier Shinzo Abe intende modificare parte della Costituzione che impone la rinuncia alla guerra, trasformando il corpo militare nazionale in esercito

Il 22 ottobre il premier giapponese Shinzo Abe aggiudicandosi, in coalizione con il partito Komeito, 313 seggi su 465 alla Camera bassa del Parlamento (la Dieta), ha reso possibile che il suo Partito Liberaldemocratico (LDP) ottenesse un nuovo “plebiscito popolare”. Un evento, che insieme agli ambiziosi progetti del suo leader, è destinato a lasciare un segno profondo nella storia del Giappone. Anche per quanto riguarda la politica di sicurezza e di difesa sopratutto nei confronti della Corea del Nord.

Rivedere la Costituzione

Come riporta il New York Times l’obiettivo primario di Abe è quello di rivedere la Costituzione, siglata dall’impero sconfitto nella Seconda Guerra Mondiale. Modificandone integralmente l’articolo 9, ovvero quella norma che impone la rinuncia alla guerra come mezzo per risolvere controversie internazionali, Abe si fa promotore di una visione “Make Japan Great Again”.

Già da tempo infatti i suoi cambiamenti sull’interpretazione della Carta hanno permesso ai giapponesi di intervenire nei “conflitti” al fianco degli Stati Uniti. Ma adesso, soprattutto nei confronti di una Corea del Nord sempre più aggressiva, il premier giapponese vuole legittimare le prove di forza di Tokyo, spingendo verso la modifica della Costituzione.

La difesa del Giappone contro la Corea del Nord

Secondo la politica di Abe, i sistemi di difesa missilistico-balistico giapponesi non sono in grado, da soli, di evitare le minacce e i missili di Pyongyang. Tokyo deve trovare un modo per scoraggiare i nemici che possiedono missili sempre più sofisticati e armi nucleari.

Se rinascesse l’esercito giapponese

Il progetto sempre più concreto di un esercito vero e proprio che prevede una politica di difesa nei confronti della Corea del Nord e di contenimento della Cina, nel Mar cinese meridionale, ha messo ancora di più Pyongyan sul piede di guerra, mentre ha posto la Pechino su un piano di attesa vigile.  

La dimostrata “maturità” politica di Abe ha fatto sì che gli Stati Uniti si congratulassero per la netta presa di posizione del Giappone. In fondo come riporta il NewsWeek, Trump ha bisogno di un alleato forte in Asia per contrastare sia Xi Jinping che per bloccare Kim Jong-un. Per questo Tokyo è considerata da Washington un alleato indispensabile.

L’acquisto di cacciatorbombardieri

Solo a settembre il Giappone aveva previsto un miglioramento dei sistemi antimissilistici attraverso il rilevante acquisto di F-35, i cacciabombardieri invisibili made in Usa. E questo non è un caso. Questo tipo di spese da parte del governo di Tokyo con l’acquisizione di specifiche capacità offensive, renderebbe il Paese in grado di colpire, anche in modo preventivo, le basi della Corea del Nord. L’operatività dei missili Tomahawk o simili però sarà tale solo dopo la modifica del “famigerato” articolo 9 della Costituzione ultrapacifista del Giappone.

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