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Città: ecco quelle pronte alle sfide del futuro

Una classifica mette in ordine le 30 metropoli più innovative: c'è molta America, un bel po' d'Europa, ma niente Italia

San Francisco

Marta Buonadonna

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Sanno attrarre e trattenere il talento, guidare e gestire i cambiamenti tecnologici e hanno infrastrutture che contribuiscono a un'elevata qualità della vita. Sono le città in grado di garantire uno slancio positivo a lungo termine, le meglio equipaggiate per affrontare le sfide alle quali il futuro potrà sottoporle. A classificarle è il City Momentum Index 2018.

Giunto alla sua quinta edizione, l'indice tiene traccia di un'ampia gamma di fattori per identificare le città che possiedono gli attributi per il successo a breve e lungo termine. L'indice copre 131 principali centri di business affermati ed emergenti in tutto il mondo, misurando lo slancio socio-economico e immobiliare commerciale a breve termine di ciascuna città, insieme alla sua capacità di mantenere questo slancio a lungo termine.

Il futuro guarda all'America

Su un totale di 30 città individuate, la metà si trovano in Nord America, (tra Stati Uniti e Canada), 10 sono in Europa, ma nessuna in Italia, e 5 nell'area Asia-Pacifico, di cui due in Australia. Per stabilire quali siano le città che si presentano al momento maggiormente preparate alle sfide del futuro, gli analisti hanno tenuto conto di parametri come la capacità di innovare, il numero di domande di brevetto, la quantità di aziende tecnologiche, le infrastrutture pubbliche, la qualità dell'ambiente, la qualità dell'istruzione superiore. A fianco a metropoli di fama come New York, Parigi e Tokyo, nella lista si trovano anche realtà più piccole, come l'area metropolitana della Silicon Valley, Stoccolma o Melbourne.

San Francisco e la Silicon Valley si aggiudicano la prima e la seconda posizione in quanto sono al momento gli hub tecnologici più importanti del mondo. Qui si trovano più di un terzo di tutte le principali aziende tecnologiche create negli ultimi 15 anni a livello globale e il maggior numero di nuove start-up tecnologiche.

Sul terzo gradino del podio troviamo New York, che ha il maggior numero di persone impiegate in occupazioni tecnologiche negli Stati Uniti, ed è anche la città che ha visto il maggior aumento di impiegati in questo settore nei 5 anni fino al 2016.

Poco distante al 5° posto troviamo Boston, leader globale nella ricerca e nella tecnologia, in gran parte grazie al MIT, guida le classifiche per l'istruzione, le infrastrutture ed è tra le città dalle quali partono il maggior numero di domande di brevetto a livello globale. Hanno un enorme potenziale di innovazione anche due metropoli della costa ovest come Los Angeles e San Diego, rispettivamente al 6° e 10° posto, soprattutto alle loro università che sfornano talenti tecnologici a un ritmo sostenuto.

E se trovare Toronto o Vancouver al 9° e 19° posto non stupisce più di tanto, i nomi di città come Denver, Austin e Philadelphia risultano invece più sorprendenti. Eppure gli autori dell'indagine alla base della classifica assicurano che queste sono città ad alta intensità tecnologica e di conoscenza. A quanto pare attingono a sistemi di istruzione forti, a una connettività e a una vivibilità che le rendono in grado di attrarre aziende e talenti.

Regine d'Europa

Londra (al 4° posto) è la San Francisco d'Europa, regina del continente per quello che riguarda l'istruzione superiore, l'innovazione e in generale i settori creativi: ha il maggior numero di start-up e di grandi aziende tecnologiche d'Europa. Si piazzano bene anche Parigi, settima, e Amsterdam, ottava, dove hanno sede aziende di successo come Booking.com, TomTom, WeTransfer.

Ottimi livelli di impiego nel settore hitech, la presenza di aziende affermate, un sistema di trasporti efficiente e l'alta qualità della vita consentono ad altre capitali del Nord Europa, come Copenaghen, Stoccolma, Helsinki, Monaco, Berlino ed Edimburgo, di entrare in classifica. L'Europa del Sud resta invece ai margini: non compaiono per esempio città spagnole, italiane o portoghesi, eppure tra le 131 candidate c'erano anche Milano e Roma, Barcellona, Madrid e Lisbona.

Asia e Pacifico, ma niente Africa

A fianco di Tokyo (13°), megalopoli ipertecnologica, tra le città asiatiche che rientrano nella top 30 troviamo anche Seoul (28°). Entrambe le capitali di Giappone e Corea del Sud hanno centri di ricerca di primissimo piano e stanno investendo in maniera significativa nelle infrastrutture, come il sistema di trasporto pubblico a guida autonoma che stanno sviluppando a Tokyo in vista delle Olimpiadi del 2020. Non poteva mancare, infine, Singapore, anche se raggiunge solo il 29° posto.

L'Australia si accaparra due posizioni niente male: al numero 14 troviamo Sydney, al 17 Melbourne, con quelli che il rapporto definisce "robusti settori tecnologici" e altri punti di forza come l'ottimo livello dell'istruzione e la vivibilità.

Per nulla rappresentata, infine, l'Africa. Tra le città prese in considerazione per entrare nella classifica c'erano Il Cairo, Lagos, Casablanca, Nairobi, Johannesburg, ma a quanto pare nessuna ha ancora le carte in regola.

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