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Il punto - È salito a 104 il numero delle persone morte in seguito a due grosse esplosioni a nord della città cinese di Tientsin. Dodici erano vigili del fuoco.

I feriti sono invece 721, di cui 25 in modo grave.

15 agosto

Oggi circa 70 soldati specializzati in materiali chimici sono entrati nel luogo delle esplosioni in cerca di sopravvissuti e per verificare le cause dell'incidente. Durante questa ispezione, i soldati hanno trovato un uomo di circa 50 anni, sopravvissuto, che era a circa 50 metri dal luogo delle esplosioni.

Anche se l'incendio nel magazzino è stato dichiarato sostanzialmente spento, le autorità locali hanno spiegato che oggi il terminal ha preso di nuovo fuoco e che vi sono state altre esplosioni di minore intensità. Tre giorni dopo l'incidente non vi è alcuna dichiarazione ufficiale sulle sue cause.

Le autorità cinesi intanto hanno ordinato l'immediata evacuazione degli abitanti che vivono in prossimità del grande deposito di carburanti nella città portuale di Tientsin perchè le fiamme hanno rilasciato nell'atmosfera, tra le altre sostanze chimiche, il cianuro di sodio, agente altamente tossico. Lo ha reso noto l'agenzia ufficiale Xinhua.

Le esplosioni hanno danneggiato 17mila famiglie, 1.700 imprese e 675 centri commerciali. I 6.300 senzatetto sono stati ricoverati in 12 scuole e 3 edifici. La zona evacuata è quella tra 2 e 3 km dal sito distrutto dell'esplosione Il problema è che le fiamme invece di affievolirsi si sono intensificate nel corso delle notte alle 11,30 locali (le 5,40 in Italia) aggiungendo che diversi serbatoi sono esplosi 

Sui livelli di inquinamento ambientale, il vento sta aiutando i soccorritori perche' soffia verso il mare. Sta diminuendo pertanto la concentrazione di toluene, cloroformio, metilbenzene e altri agenti chimici.



14 agosto

Le autorità di Tianjin hanno affermato che non è stato ancora possibile stabilire quali materiali fossero custoditi nel magazzino esploso.

Un alto funzionario della municipalità, Gao Huaiyou, ha precisato in una conferenza stampa che sono state rilevate "differenze significative" tra le carte della dogana e quelle della compagnia proprietaria del magazzino, la Ruihai International Logistic. Da ieri sera, 200 specialisti dell'esercito sono sul posto . 

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13 agosto

La situazione nell'area portuale di Tianjin è stata definita "sotto iniziale controllo", ha reso noto oggi il Ministero della Pubblica Sicurezza cinese, anche se diciotto vigili del fuoco risultano tuttora dispersi.

I lavori dei pompieri erano stati sospesi oggi, verso mezzogiorno, ora locale, dopo la notizia dei dodici rimasti uccisi per contrastare le fiamme e sulla base di una diffusa incertezza sulle cause che hanno provocato le esplosioni, forse dovute alla combustione di materiale chimico in un deposito del porto che ha generato una nube nera sul cielo di Tianjin.

Alcuni vigili del fuoco sentiti dai media cinesi hanno confermato di non avere ricevuto nessun particolare addestramento riguardo al trattamento di sostanze chimiche infiammabili.

Intanto, per mettere in sicurezza l'area portuale e constatare i danni ambientali, sono scesi in campo 214 esperti delle squadre specializzate contro le armi nucleari, biologiche e chimiche mandate da Pechino. 

Cosa è successo

Il dramma è iniziato alle 23.30 di ieri, quando una serie di esplosioni si sono verificate nel quartiere di Tanggu, vicino al porto della metropoli, che si trova a poco più di cento km dalla capitale Pechino ed è il più importante della Cina settentrionale. Le fiamme hanno interessato un magazzino di un gruppo che si occupa di logistica contenente materiale classificato come pericoloso.

Le esplosioni sono state avvertite in tutte le aree della metropoli, che ha 15 milioni di abitanti.

Alcuni residenti hanno raccontato di aver pensato ad un terremoto, altri addirittura ad un'esplosione atomica.

Secondo quanto scrive il Beijing News, il capo del gruppo di logistica ritenuto responsabile dell'incidente è stato preso in consegna dalle forze dell'ordine per accertamenti nella mattinata di oggi.

Le detonazioni di materiale esplosivo avevano provocato il panico e mandato in frantumi i vetri degli edifici e diversi appartamenti e uffici in un raggio di diversi chilometri dal luogo dell'incidente. Dopo le prime due violente detonazioni a distanza di trenta secondi l'una dall'altra nella serata di ieri, le esplosioni sono continuate per ore, e l'ultima, scrive oggi il quotidiano China Daily, si e' verificata alle due del mattino di oggi, ora locale, le otto di ieri sera in Italia.

Il presidente cinese, Xi Jinping, e il primo ministro, Li Keqiang, sono intervenuti per chiedere all'amministrazione locale di Tianjin di non risparmiare gli sforzi per salvare i feriti e neutralizzare i pericoli. Sul posto è accorso fin dalle prime ore del mattino di oggi, il ministro della Pubblica Sicurezza, Guo Shengkun, per coordinare le operazioni di soccorso.

Inquinamento chimico

Le autorità sono preoccupate anche per l'innalzamento dell'inquinamento atmosferico nella zona del disastro: i materiali chimici esplosi potrebbero avere portato l'aria nella zona a livelli nocivi per la salute, anche se finora, le autorità locali non hanno alzato il livello di allerta. Il livello di inquinamento, questa mattina, era di 160 microgrammi di polveri sottili pm2.5 nell'area del porto, mentre il livello di pm10 nelle ultime 24 ore è salito da 129 microgrammi per metro cubo di aria a quota 206.

Intanto si cominciano a contare i danni alle strutture: le immagini aeree del luogo dell'incidente scattate questa mattina, ora locale, mostrano l'area del porto di Binhai ridotta in macerie. L'Esercito di Liberazione Popolare ha inviato elicotteri e droni per la sorveglianza della zona. Le autorità hanno disposto anche l'evacuazione degli abitanti delle aree a ridosso del porto, per cui sono state allestite tende e alloggi provvisori. Dopo la tragedia, è cominciata anche la corsa alla solidarietà, con centinaia di persone che si sono offerte di donare il sangue fina dalle prime ore del mattino di oggi.

Sul luogo dell'incidente è arrivato anche uno staff di medici provenienti da Pechino mandati dal governo. Le esplosioni hanno portato alla decisione di spegnere per precauzione il super-computer cinese, il Tianhe-1A, uno dei più veloci al mondo: l'edificio nel quale è contenuto, il National Supercomputing Center, ha risentito delle esplosioni di ieri, anche se finora, il super-computer non avrebbe riportato danni.

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