Pechino congela le opere pubbliche

Per cinque anni non sarà più possibile costruire edifici di Stato. Il presidente Xi Jinping spera così di assestare un duro colpo alla corruzione dilagante, con un occhio al Pil

La bandiera cinese si riflette sulla facciata di un grattacielo nella provincia di Anhui (Credits: PETER PARKS/AFP/GettyImages)

Anna Mazzone

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Strano ma vero. Il governo cinese ha deciso di congelare per cinque anni la costruzione di opere ed edifici pubblici. Il rallentamento del Pil ha messo in allerta Pechino, che corre immediatamente ai ripari, anche per recuperare la "fiducia" perduta nei confronti dei cittadini cinesi.

La ritrovata grandeur dell'Impero Celeste, arrivata sull'onda dei risultati economici da capogiro degli ultimi anni, sembra essersi smorzata. Se negli anni passati spuntavano come funghi nuovi edifici pubblici, con tanto di luminarie appariscenti (e costosissime), a imperitura testimonianza dei grandi flussi di capitale che entravano nelle casse del Partito Popolare cinese. Ma adesso sembra essere arrivato il momento della sobrietà.

Troppi scandali legati alla corruzione di molti funzionari pubblici, tra alti papaveri e personalità di basso cabotaggio. Il governo cinese ha così deciso di dire basta, almeno per un quinquennio, alle spese di "costruzione". Insomma, se la corsa del Pil rallenta , Pechino corre subito ai ripari prendendo in mano le forbici per contenere la spesa pubblica.

Come scrive l'agenzia Xinhua , la campagna per il taglio delle opere pubbliche è capeggiata dal presidente Xi Jinping in persona, che ha fatto della morigeratezza la nuova stella polare della Repubblica popolare. L'alt al nuovo cemento arriva anche per gli hotel e i luoghi di ritrovo, costruiti ad hoc per gli alti funzionari di Pechino. Troppo appariscenti, ha sentenziato il presidente, e per questo è arrivato il momento di dire basta. 

In passato molte agenzie governative hanno scelto di erigere nuovi uffici in luoghi ameni, e, parimenti, di costruire "circoli ricreativi" per i dipendenti dell'amministrazione pubblica con straordinari affacci sul mare. Strutture che non hanno nulla da invidiare ai resort miliardari dei paesi occidentali.

Edifici troppo spesso esosi e spropositati, come della provincia di Anhui, una delle più povere della Cina, che è stato costruito su un'area più vasta di quella coperta dal Pentagono a Washington. 

Adesso, il congelamento quinquennale secondo Xi Jinping potrebbe rappresentare un utile strumento per combattere la corruzione che pervade l'amministrazione pubblica cinese da una parte, e dall'altra contribuire a ricostruire la fiducia nella classe dirigente, che i cittadini ultimamente sembrano aver perso. 

In aggiunta, il presidente ha anche deciso che tutti i funzionari che usufruiscono di più di un ufficio dovranno scegliere un solo luogo di lavoro e tutti coloro che lasciano l'incarico o vanno in pensione dovranno "liberare in fretta" le loro postazioni.

Il messaggio ai vari papaveri del partito è forte e chiaro: ormai i tempi allegri sono passati e bisogna offrire all'esterno un'immagine di sobrietà, onde evitare che la piazza si scaldi e si verifichino manifestazioni di protesta contro il governo. E poi, un congelamento limitato nel tempo può restituire al Pil un po' di respiro, e permettergli di continuare a salire ai ritmi di sempre (o quasi).

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