Cina, chi è Wu Gan e perché è stato condannato a otto anni di prigione

Attivista per i diritti umani, noto e seguito sia nelle manifestazioni pubbliche che sul suo blog, colpito duramente perché popolare e quindi "pericoloso"

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Wu Gan durante il processo, Tianjin, Cina, agosto 2017 – Credits: Twitter/Hong Kong Free Press

Luigi Gavazzi

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Wu Gan vuole sovvertire il potere delle Stato. Con questa motivazione della sentenza, l'attivista per i diritti umani cinese di 44 anni è stato condannato a otto anni di prigione, martedì 26 dicembre, da un tribunale di Tianjin, una città portuale a est di Pechino.

CHI È WU GAN

Wu Gan è uno dei più noti dissidenti politici cinesi, conosciuto soprattutto con il nome che usa per scrivere il suo blog, Super Vulgar Butcher. In questi anni ha unito l'intesa attività online a manifestazioni di proteste, anche spettacolari, in luoghi pubblici per denunciare numerosi casi di abuso di potere da parte delle autorità e del partito comunista cinese.

Attività che lo hanno reso - secondo le autorità cinesi - un fastidioso polo di attenzione per l'opinione pubblica.

Il processo a Wu Gan si era svolto in agosto 2017, ma la sentenza è stata resa pubblica solo ora.
Al momento del dibattimento, l'attivista era in prigione in attesa di processo già da due anni. Era stato infatti arrestato nell'estate del 2015 in una campagna di repressione contro dissidenti, attivisti per i diritti umani e avvocati che abitualmente li difendono.

VOLEVANO UNA CONFESSIONE E IL PENTIMENTO DAVANTI AI MEDI DI STATO

Prima del processo in agosto, Wu aveva detto di aspettarsi una sentenza dura, perché aveva rifiutato di collaborare e, in particolare, perché aveva scelto un avvocato difensore indipendente, invece di accettare quello designato d'ufficio. Wu si era anche sottratto a ogni tipo di intervista da pentito con i giornalisti dei media di Stato o amici del governo cinese.


PERICOLOSO PERCHÉ POPOLARE

Gli attivisti per i diritti umani in Cina e i loro colleghi nel mondo nei mesi scorsi hanno sottolineato più volte come la popolarità di Wu Gan fosse considerata molto pericolosa dai guardiani dell'ortodossia di Pechino.

Patrick Poon, ricercatore di Amnesty International a Hong Kong, citato dal South China Morning Post, ha ricordato come Wu fosse diventato così popolare fra gli attivisti di base per i diritti umani che le autorità hanno voluto sferrare un colpo pesante proprio per spaventare gli altri militanti.

In Cina è diventata quasi una consuetudine emettere condanne pesanti contro i dissidenti in corrispondenza del Natale in occidente. Proprio il giorno di Natale del 2009 venne condannato a 11 anni Liu Xiaobo, premio Nobel per la Pace, morto poi in detenzione nel luglio del 2017.

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