Olivia Wicki

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Ling Jihua, il capo dello staff dell'ex presidente cinese Hu Jintao è stato giudicato colpevole dalla corte cinese per aver preso tangenti, ottenuto segreti di stato e abusato del proprio potere. Dal dicembre del 2014 Jihua era sotto processo per aver riscosso, tramite sua moglie e suo figlio, oltre 11,5 milioni in tangenti da capi di partito provinciali e illustri uomini d'affari.

Il figlio morto

Ling Jihua è noto alla cronaca giudiziaria cinese. Nel settembre 2012, a un passo dal Politburo, è stato retrocesso a un posto da ministeriale dopo che suo figlio era rimasto ucciso in un incidente automobilistico su una strada di Pechino: si è schiantato con una Ferrari con due donne seminude accanto. Una delle due morì. Il tentativo di Jihua di nascondere l'accaduto arrivò fino all'estremo di non riconoscere il corpo del figlio in obitorio (almeno così racconta il New York Times).

Il fratello disertore

Ma non finisce qui. A peggiorare la sua posizione, le indagini sugli abusi che hanno coinvolto altri famigliari e collaboratori. A partire dal fratello, Ling Wancheng. Secondo molti si trova negli Usa, con un dossier di 2.700 documenti interni riservatissimi e copiati da una sezione speciale del Partito Comunista dallo stesso Ling Jihua motivo per cui quest'ultimo è stato posto sotto inchiesta alla fine del 2014 e formalmente arrestato nel luglio 2015.

Ling Wancheng sarebbe un super protetto dalla Cia americana proprio per l'importanza dei documenti che ha con sè tra cui, secondo indiscrezioni, codici relativi al lancio di ordigni nucleari. Il suo legale americano ha respinto queste affermazioni come “pettegolezzi assurdi” sostenendo che il suo cliente abbia lasciato la Cina “per condividere affari legati al golf, non segreti di Stato”.

La lotta alla corruzione

L'arresto e la successiva condanna di Ling Jihua rientra nel progetto di lotta alla corruzione portato avanti da Xi Jinping, il Segretario generale del Partito Comunista Cinese che ha deposto, in questa direzione, molti alti funzionari, come l'ex capo della sicurezza cinese Zhou Yonkang.

Secondo l'agenzia di stampa cinese Xinhua, "Ling ha confermato i fatti e non li ha contestati". La sua dichiarazione finale in tribunale è stata: "il processo di oggi resterà impresso dentro di me". Eccome.

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