Chi sono i killer di Regeni, secondo il generale Al Sisi

Il presidente egiziano dice che gli assassini sono tra coloro che vogliono boicottare il rapporto tra Roma e Il Cairo

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Il presidente egiziano Al Sisi a Sharm el Sheikh – Credits: KHALED DESOUKI/AFP/Getty Images

Il presidente egiziano Al Sisi, intervistato da Repubblica all'Heliopolis Palace, il più grande hotel d'Africa all'inizio del Novecento, si è rivolto ai parenti di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano rapito al Cairo il 25 gennaio e ritrovato morto in un fossato lungo l'autostrada che collega Il Cairo ad Alessandria il 3 febbraio con evidenti segni di tortura sul corpo, promettendo oro che « faremo luce e arriveremo alla verità, che lavoreremo con le autorità italiane per dare giustizia e punire i criminali che hanno ucciso vostro figlio ».

Quanto alle ipotesi su quello che dovrebbe essere accaduto a Regeni, Al Sisi conferma una delle supposizioni investigative emerse dopo il ritrovamento del cadavere. Che coloro che hanno torturato e ucciso Regeni sono da ricercare tra i suoi nemici, tra quegli ambienti che - all'indomani dell'accordo multimilionario tra Italia ed Egitto per lo sfruttamento del più grande giacimento di gas del Mediterraneo - vogliono far saltare lo storico rapporto di amicizia tra Roma e il Cairo.

Sulla morte di Regeni ci sono molti interrogativi che dobbiamo porci: il primo è sulla tempistica, in particolare sulla scoperta del corpo. Perché è accaduta durante la visita di una delegazione italiana di imprenditori con il ministro dello Sviluppo economico, che erano al Cairo per rafforzare la nostra collaborazione? Perché è accaduto mentre le relazioni tra noi hanno raggiunto un livello senza precedenti dal punto di vista economico e politico? Un'altra domanda inevitabile è capire chi ha interesse a boicottare o bloccare l'ampia collaborazione tra Italia e Egitto sul fronte dell'energia e della sicurezza, in una fase di turbolenza in tutta la regione. Non bisogna dimenticare l'importanza di questa cooperazione che arriva in un momento di sofferenza per la nostra economia e dopo anni di debolezza

Insomma, per Al Sisi - che ha negato che gli investigatori egiziani stiano cercando di depistare le indagini - l'omicio Regeni sarebbe « una ritorsione per la grande guerra che l'Egitto sta conducendo contro le forze dell'estremismo e del terrorismo», un modo per isolare l'Egitto dalla comunità internazionale, per «dividere l'Egitto dall'Italia », per far ripiombare il Paese nel caos con l'obiettivo di scalzare lo stesso Al Sisi dal potere. «Vorrei assicurare al popolo italiano che i nostri sforzi continueranno notte e giorno finché non avremo trovato la verità su tutto quello che è accaduto e finché non avremo arrestato i colpevoli e li avremo portati in tribunale e puniti secondo la legge».

Egitto: tutte le ipotesi sull'omicidio Regeni
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