Chi ha colpito il boeing malese?

Russi, ucraini e separatisti del Donbass: tutti negano di aver abbattuto l'aereo partito da Amsterdam con 298 persone a bordo - Gli Usa accusano Mosca

Una batteria di missili antiaerei Buk (Credits RT/ Ivan Skorokhodov

Gianandrea Gaiani

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Nello scaricabarile tra russi, ucraini e separatisti del Donbass le responsabilità dell’abbattimento del Boeing 777 della Malaysian Airlines restano tutte da chiarire.  Chiunque sia stato a lanciare un missile contro il velivolo civile è evidente che si è trattato di un errore che difficilmente però verrà ammesso dai responsabili per le pesanti implicazioni politiche specie ora che il conflitto ucraino sembra avviarsi verso una fase decisiva e le sanzioni di stati Uniti e Unione europea nei confronti di Mosca potrebbero intensificarsi. Perizie tecniche, se eseguite alla luce del sole da specialisti  imparziali potrebbero fornire elementi utili a individuare l’arma che ha abbattuto il Boeing anche se questa indicazione potrebbe non risultare risolutiva poiché tutti e tre i contendenti utilizzano gli stessi tipi di aerei, missili e sistemi contraerei inclusi i sistemi terra-aria Buk e gli S-300 in dotazione alle truppe russe come a quelle ucraine.

La posizione di Kiev

Per il governo di Kiev i responsabili sarebbero i separatisti filorussi che avrebbero ricevuto recentemente da Mosca sistemi antiaerei del tipo Buk in grado di colpire aerei in volo fino a 14 mila metri fino a 30/50 chilometri di distanza (a seconda delle versioni). I servizi segreti ucraini sostengono di aver intercettato le comunicazioni dei ribelli nelle quali viene ammesso l’errore.  I separatisti volevano abbattere un cargo militare Iyushin 76 in arrivo da Kiev e individuato dai radar russi che hanno passato le consegne alle batterie dei separatisti i quali avrebbero confuso la traccia radar del cargo militare con quelle del velivolo malese. L’ipotesi è credibile ma l’aereo è stato colpito a 50 chilometri da Donetsk ,forse oltre il raggio d’azione dei Buk schierati a Donetsk di cui i ribelli sostengono inoltre di non essere in possesso. La gran parte dei numerosi successi ottenuti dai separatisti contro gli aerei ucraini sono da attribuire a missili antiaerei spalleggiabili tipo Sa-18 o Sa-16, efficaci contro velivoli a quote basse. A fine giugno però fonti dei ribelli citate dall’agenzia russa ITAR TASS sostenevano di aver catturato una batteria di Buk in una base militare espugnata alle forze governative. Se la notizia trovasse conferma  è ipotizzabile che i ribelli disponessero di tecnici in grado di utilizzare questo sistema dotato di missili Sa-11 (Sa- 17 nelle versioni più aggiornate).

Mezz’ora dopo l’abbattimento del Boeing Igor Strelkov , il comandante militare dei secessionisti, rivendicava su Facebook l'abbattimento nella stessa zona di un Antonov 26. Streikov ha ammonito Kiev dicendo che "li avevamo avvertiti di non volare nel nostro cielo" ma è possibile che i suoi uomini abbiano sbagliato bersaglio?

La posizione dei separatisti

I ribelli negano però di essere coinvolti nell’incidente e accusano Kiev di provocazione deliberata. “Abbiamo sistemi in grado di raggiungere al massimo un'altezza di 5 chilometri" ha dichiarato il primo vicepremier dell'autoproclamata repubblica di Donetsk, Andrei Purghin sostenendo che le forze governativo avrebbero colpito il Boeing scambiandolo per un grande aereo russo del tipo radar volante o da guerra elettronica e spionaggio. Del resto i numerosi sconfinamenti attribuiti da Kiev ai velivoli russi giustificherebbe il “grilletto facile” dei militari ucraini che da poco  hanno schierato intorno a Donetsk batterie di sistemi Buk per far fronte a eventuali raids aerei russi. N ei giorni scorsi Kiev aveva accusato Mosca per l’abbattimento di un cargo militare Antonov 26 in volo a 6.500 metri d’altezza, quindi oltre il raggio d’azione dei missili che i separatisti  dichiarano di possedere.
Una fonte anonima dell'agenzia aerea russa ha ipotizzato che l'obiettivo delle forze aeree ucraine potesse essere l’aereo presidenziale di Putin (un Ilyushin 96-300) che si è quasi incrociato con l'aereo malese sui cieli della Polonia. L’ipotesi è poco credibile come le testimonianze raccolte dai ribelli secondo le quali testimoni oculari hanno visto l'attacco di un caccia dell'aeronautica ucraina contro il Boeing malese. Difficile però credere che qualcuno possa aver visto in modo dettagliato e riconoscendo modello e nazionalità dei velivoli una scena che si svolgeva a 10 mila metri d’altezza.

La posizione di Mosca

Non si può escludere invece che il Boeing 777 si sia trovato coinvolto in una battaglia aerea tra jet russi e ucraini e sia stato colpito da un missile aria-aria, non terra-aria. Poche ore prima Kiev aveva denunciato che un suo Sukhoi Su-25 era stato colpito da un velivolo russo e nei giorni scorsi testimonianze avevano riferito di interventi dell’artiglieria di Mosca che dal territorio russo aiutava i difensori di Donetsk a resiste all’offensiva governativa. Una fonte del Ministero della Difesa russo ha negato che al momento dell’incidente vi fossero aerei di Mosca in volo nei pressi del confine ucraino mentre Vladimir Putin ha addossato all'irresponsabilità ucraina la tragedia: "Non sarebbe successo se Kiev non avesse ripreso l'operazione militare". Nonostante i numerosi aerei ucraini abbattuti l’8 luglio l’autorità del volo civile ucraina ha autorizzato i sorvoli del Donbass ai velivoli di linea ma solo se volano oltre i 7.900 metri di quota,

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