Chi ha ammazzato Chokri Belaid?

Domande, dubbi e scenari futuri dopo l'omicidio del simbolo laico della politica tunisina

Un'immagine dei funerali di Chokri Belaid (Credits: Ansa)

CHE COSA È SUCCESSO
Chi ha ucciso Chokri Belaid, il simbolo laico e di sinistra della politica tunisina ammazzato da un commando di tre persone il 6 febbraio? La vedova Basma punta il dito contro i salafiti, che lo vedevano come capo dei «miscredenti», e contro il partito islamico di maggioranza relativa, Ennahda. È stato fatto anche un nome preciso: Mehrez Zouari, direttore dei servizi speciali del ministero dell’Interno. Subito dopo l’agguato, però, è stato messo sotto torchio l’autista della vittima, Zied Tahir. La giornalista indipendente Nadia Daoud, che sostiene di aver visto il killer sparare dal davanzale di una casa, avanza pesanti sospetti sul suo comportamento ambiguo. Per il leader di Ennahda, Rachid Ghannouchi, che ha condannato l’omicidio, i responsabili vanno «cercati tra le forze controrivoluzionarie, magari aiutate da elementi mandati da potenze straniere».

CHE COSA HANNO SCRITTO

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«Nell’attesa dell’inchiesta, non va dimenticata un’ovvia verità: l’omicidio di Chokri Belaid non può essere stato ideato dagli oppositori dell’attuale potere o dell’ideologia del cosiddetto Islam politico» scrive Malek Triki, giornalista tunisino, sul sito d’informazione Nawaat. L’editorialista fa capire che gli assassini sono da ricercare fra i protetti di Ennahda, il partito di maggioranza relativa. Il New York Times scrive che «i sospetti cadono sui gruppi estremisti che hanno pubblicamente minacciato Chokri Belaid e altri leader laici senza alcuna seria reazione da parte del governo». Il quotidiano punta il dito contro i salafiti, i «colpevoli» più ovvi da individuare nell’instabile Tunisia. L’editorialista canadese Gwynne Dyer, che scrive su 175 giornali in 45 paesi, sostiene la pista «della vecchia élite del passato regime. La loro unica possibilità per tornare in auge è stimolare una guerra civile fra i laici e gli islamici».

CHE COSA SUCCEDERÀ?
I salafiti, i governativi di Ennahda, i nostalgici di Ben Ali… È complicato individuare chi ha assassinato Chokri Belaid. A tutt’oggi l’assassinio non è stato rivendicato. In realtà la lettura dell’assassinio dev’essere politica: la rivoluzione tunisina sta vivendo una fase cruciale, con la società spaccata in due. Chokri Belaid aveva assunto il ruolo di difensore di una Tunisia moderna, libera ed egualitaria, opposta all’islamismo politico. Il suo assassinio ha avuto la funzione di indebolire il processo rivoluzionario tunisino. Forse per questo motivo non sarà mai rivendicato.

Il parere di Khaled Fouad Allam
ricercatore, insegna sociologia del mondo arabo all’Università di Trieste.

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