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Chi era Paul Horner, il re delle fake news

Diventato famoso durante le presidenziali americane 2016 per le sue bufale, è stato trovato morto in casa a 38 anni

Paul-Horner

Matteo Politanò

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Paul Horner, 38enne noto per le sue notizie false virali sul web, è stato trovato morto nella sua abitazione di Phoenix, in Arizona. Le prime ipotesi dello sceriffo della Contea di Maricopa parlano di un "overdose accidentale da farmaci" che avrebbe provocato la morte lo scorso 18 settembre.

Le bufale più riuscite

Sfruttando giornalisti e lettori che non verificano le fonti Horner è riuscito nel suo intento di divulgare informazioni totalmente inventate. Come quando scrisse che il presidente Barack Obama era gay e che aveva personalmente finanziato l'apertura di un museo musulmano in Mississipi, notizie condivise da migliaia di persone in tutto il mondo.

Sempre riguardo Obama aveva messo in giro la voce sulla messa al bando dell'inno americano nei luoghi pubblici, pena una multa di 5 mila dollari. Tra le sue bufale più riuscite spicca anche aver fatto credere di essere Banksy, il writer inglese dall'identità sconosciuta, e quella di essersi finto un dirigente di Facebook che annunciava l'arrivo di una tassa mensile per tutti gli utenti.

Famoso grazie a Trump

La sua notorietà era però diventata planetaria solo nel 2016, durante la campagna elettorale di Donald Trump. Horner ha fatto credere che la comunità Amish americana avesse promesso un voto di massa al tycoon e che i manifestanti anti-Trump fossero invece comparse stipendiate. Notizie inventate ma ugualmente diventate virali e in alcuni casi riprese anche dai network nazionali. Dopo l'elezione di Trump Horner dichiarò al Washington Post: "Credo che sia alla Casa Bianca grazie a me. I suoi sostenitori non verificano mai le notizie, condividono di tutto, credono a tutto. Il gestore della sua campagna elettorale pubblicò il mio articolo sui manifestanti che prendevano 3.500 dollari come se fosse vero".

L'ipocrisia di Horner viveva nelle sue giustificazioni: dichiarava di odiare Trump e di scrivere fake news per dimostrare quante persone non verifichino le notizie ma la verità era che con la falsa informazione il suo conto in banca cresceva di 10 mila dollari al mese.

I dubbi sulla morte

La conferma della morte di Horner è stata data su Facebook dal fratello: "Paul era un artista, un filosofo, un predicatore, un mago di internet e un patriota. Ma soprattutto l’uomo più affettuoso e generoso che abbia mai conosciuto, è morto nel sonno, pacificamente". Tuttavia il cordoglio è in fase di stand by: in tanti hanno ancora il timore che la sua dipartita possa essere nient'altro che l'ennesima bufala.

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