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Chi è James Bridenstine, il nuovo capo della Nasa

Dopo 15 mesi e molte perplessità il Senato ha confermato l'uomo proposto da Trump per guidare l'agenzia spaziale

James Bridenstine

Barbara Massaro

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E' la prima volta che l'agenzia spaziale più importante del mondo ha ai suoi vertici non un tecnico o scienziato, ma un politico. Anche per questo, dopo 15 mesi di stallo, fa discutere la nomina di James Bridenstine a capo della Nasa.

Chi è James (Jim) Bridenstine

Quarantadue anni, ex pilota militare e fedelissimo di Trump Bridenstine è stato scelto dal Presidente Usa nel gennaio del 2017 ma solo a novembre una sottocommissione del Senato ha cominciato a occuparsi della sua conferma.

I lavori, poi, sono andati tanto a rilento da far sì che a febbraio 2018 Donald Trump abbia dovuto per una seconda volta nominare Bridenstine in quanto, nel frattempo, i tempi per la conferma della carica erano scaduti.

Tra stop and go ci sono voluti 15 mesi perché la Nasa avesse un nuovo capo, un record nella storia dell'agenzia spaziale.

La colpa dello stallo è imputabile al profilo professionale e politico del repubblicano Bridenstine osteggiato apertamente dai Democratici, ma non particolarmente simpatico neppure ai Repubblicani tanto è vero che, alla fine, è stato confermato con 50 voti a favore e 49 contro.

L'ago della bilancia è stato il senatore dell'Arizona Jeff Flake che, sino all'ultimo, non ha sciolto le sue riserve decidendo poi di votare a favore di James Bridenstine.

Perché il nome di Bridenstine non convinceva molti

Diverse le cause alla base dello scetticismo generale circa la nomina di Bridenstine a capo della Nasa. In primo luogo si tratta della prima volta che un politico e non un tecnico gestisce la più importante agenzia spaziale mondiale, un luogo dove, in teoria, la politica dovrebbe restare ai margini e dove il progresso e la tecnologia dovrebbero essere l'alfa e l'omega del progetto scientifico.

In secondo luogo già nel 2013 Bridenstine era stato contestato per delle prese di posizione dubbie sul riscaldamento globale, sminuendone la portata e sostenendo che il progressivo innalzamento delle temperature terrestri fosse in realtà una bufala e che non ci fossero prove che, nell'ultimo decennio, il termometro globale fosse salito.

Nello stesso anno fu uno dei senatori più critici nei confronti della decisione della Corte Suprema di equiparare i matrimoni gay a quelli tra un uomo e una donna. La sua filippica sulla non naturalità dell'unione tra due persone dello stesso sesso era stata duramente criticata dai Democratici.

Le sue competenze

Sul fronte spaziale Bridenstine vanta competenze relative e dovute a un paio d'iniziative portate avanti quando era un deputato alla Camera per lo Stato dell'Oklahoma.

In quell'occasione aveva proposto un progetto per semplificare la raccolta dei dati dei satelliti privati affinchè potessero essere utilizzati a fini meteorologici cioè per prevedere tornado o altre catastrofi naturali e aveva proposto una legge di riforma dell'intera industria spaziale Usa che però non aveva mai avuto molto seguito.

Tempi e missione

Il mandato di Bridenstine (viste le lungaggini nella conferma del nome) durerà solo due anni e mezzo nel corso dei quali cercherà di dar forma alle linee piuttosto confuse date da Trump in politica spaziale.

In campagna elettorale il Presidente aveva parlato del progetto di tornare sulla luna e aveva detto di voler incentivare gli investimenti dei privati nelle missioni a scopo commerciale.

Tra le ipotesi di riforme della gestione dell'industria spaziale avanzate da Trump anche quella di abbandonare l'impegno del Governo nella gestione della propria parte della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).



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