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Chi è il presidente basco che ha mediato tra Barcellona e Madrid

Iñigo Urkullu, dopo aver cercato il dialogo tra Rajoy e Puigdemont, pensa alla maggiore indipendenza del suo Paese e al referendum concordato con la Spagna

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Chiara Degl'Innocenti

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Iñigo Urkullu è il Lehendakari, ovvero il presidente della comunità basca, colui che per settimane ha condotto in modo discreto una mediazione tra Rajoy e Puigdemont, poi clamorosamente fallita. Chi l'avrebbe detto che l’uomo a capo della regione e del partito politico che tredici anni fa avevano dichiarato guerra allo Stato avrebbe poi mediato per conservarlo?

LA TRASVERSALITÀ DI URKULLU

Definito un politico trasversale e maturo ha parlato della crisi spagnola anche con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, al fine di portare l'UE a mediare tra la Spagna e la Catalogna.

Una strategia intelligente, quella del presidente basco, che significa avere capito in che misura si trovi imbrigliato l'intero Paese. Perché, come ha più volte sostenuto il Lehendakari di “Paese si tratta”. Se la Catalogna entrasse in recessione, l'incertezza non finirebbe e tutta la Spagna ne sarebbe interessata, Paesi Baschi compresi. In Europa l’egoismo nazionale e la passione per i confini conducono al partito della Le Pen, alla Brexit o alla sospensione dell'autorità.

CHI È URKULLU

Sembra riconoscere questo pericolo Iñigo Urkullu, un uomo politico che ispira fiducia: in un clima fatto di timori e preoccupazioni, infatti, il presidente bascoha mantenuto la sua “porta aperta” al dialogo.

56 anni, nato in una famiglia operaia e nazionalista, Urkullo si è iscritto al Partito Nazionalista Basco nel 1977, dopo l'uscita dalla clandestinità dovuta al regime franchista. Diventato professore di Filologia basca ha poi abbandonato la cattedra per dedicarsi alla politica a tempo pieno. Dal 2007 è presidente del PNV.

DOPO IL REFERENDUM DEL 1 OTTOBRE

Per il Lehendakari fin da subito la crisi catalana si è dimostrata "una questione di ordine giuridico internazionale" che non colpisce solo la regione interessata ma va "direttamente alla salute del progetto europeo". Per questo il presidente basco ha definito la situazione catalana come "un conflitto politico di dimensione europea che richiede una soluzione di dialogo, negoziazione e accordo".

I PAESI BASCHI COME IL QUEBEC E LA SCOZIA

Dopo aver considerato i casi di Quebec e Scozia che, costituiscono un "precedente di risoluzione civile, costruttivo e democratico", Urkullu ha pensato alla sua regionecontinuando a sostenere che "l'obiettivo della convivenza tra diverse identità può essere raggiunto assumendo il concetto europeo di sovranità congiunta".

QUELLO CHE VOGLIONO I PAESI BASCHI

Di sicuro i tentativi di negoziato tra Madrid e Barcellona di Urkullu non erano disinteressati. Subito dopo gli eventi legati al referendum in Catalogna infatti anche i Paesi Baschi avevano iniziato le proprie richieste al governo centrale spagnolo. Iñigo Urkullu aveva presentato domanda di riconoscimento della propria regione come nazione indipendente invocando un dialogo con Madrid che andasse verso la realizzazione di una consultazione legale e concordata. Un dialogo con Madrid (oltre che "un referendum concordato con lo Stato") che Urkullu sostiene essere possibile se il modello spagnolo sarà capace di nuova riorganizzazione.

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