Luciano Lombardi

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"Voi siete un uomo di sinistra, io un uomo di destra e questo non è un segreto. Ma il mio impegno è ispirato all'interesse generale, perché è l'interesse generale che deve guidare il paese". Così il nuovo primo ministro francese, Edouard Philippe, si è rivolto al suo predecessore, Bernard Cazeneuve, durante la cerimonia per lo scambio di consegne a Palais Matignon.

Deputato dal 2012 per il settimo distretto Seine-Maritime e sindaco di Le Havre, Édouard Philippe è un esponente della destra moderata dei Les Republicains (tra le altre cose braccio destro di Alain Juppè) molto stimato anche a sinistra.

- Franca, cosa ci dice la vittoria di Macron

Avvocato, Quarantasei anni, di Rouen, studi prestigiosi all'Ena (la grande ecole dei presidenti di Francia), militanza nel Partito socialista di Michel Rocard ai tempi dell'università, prima di trasferirsi nella destra neogollista.

Unisce in sé l'esperienza di un "tecnico" e di un politico per aver lavorato al Consiglio di Stato come esperto di diritto dei mercati pubblici, e alla testa del partito Ump, fino al suo ultimo incarico di sindaco.

Nel marzo scorso ha lasciato l'equipe che sosteneva la campagna elettorale del candidato gollista alla presidenza, Francois Fillon, dopo lo scandalo Penelopegate legato all'impiego della moglie di quest'ultimo come assistente parlamentare.

Secondo alcuni osservatori si tratta di una scelta destinata a spaccare il fronte della destra.

Amico personale del neopresidente dal 2011, Philippe è appassionato di storia, ma anche di musica e cinema.

Il suo cantante preferito è Bruce Springsteen, mentre come regista apprezza in particolare Stanley Kubrick. Pratica la boxe, che ritiene un importante mezzo anti-stress, e tra le sue mete di viaggio preferite c'è la Sicilia. E' autore di due romanzi scritti a quattro mani con Gilles Boyer, direttore della campagna elettorale di Juppè.

Philippe, consegnerà domani "a fine giornata" la lista dei ministri che comporranno il gabinetto.

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