Esteri

Chi è Christopher Steel, la spia freelance dietro al dossier Trump

Coinvolto in numerosi casi, tra cui quello Fifa e (forse) Litvinenko, subito prima delle primarie repubblicane sarebbe stato assunto da Jeb Bush

Luciano Lombardi

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Secondo l'ultimissima indiscrezione della stampa inglese, firmata Bbc, Christopher Steele, l'ex 007 britannico ritenuto l'autore del dossier su Donald Trump, subito prima delle primarie repubblicane "venne assunto da Jeb Bush". Se confermato, lo scoop aprirebbe un nuovo e interessante filone interpretativo sulla vicenda.

Parallelamente, il Telegraph sostiene che Steele venne "reclutato dall'Fbi nel 2010" quando le autorità Usa ipotizzavano casi di corruzione all'interno della Fifa. Dalla vicenda nacque l'inchiesta che ha portato, tra l'altro, alle dimissioni di Sepp Blatter.

Altre fonti - Daily Mail su tutte - lo vedono tra i personaggi coinvolti, più di un decennio fa, anche nel caso Litvinenko, che a sua volta era un suo "collega", essendo sul libro paga dell'MI6, l'agenzia di spionaggio per l'estero della Gran Bretagna per la quale Steele lavorava.

Ma chi è questo misterioso agente segreto il cui nome è ritornato in questi giorni sotto i riflettori per il caso Trump e di cui oggi si sono perse le tracce?

Cinquantadue anni, sposato, padre di tre figli, residente nel Surrey, Steele è uno dei due soci della società londinese di intelligence e consulenza strategica Orbis Business Intelligence, nonché l'autore del documento diffuso da BuzzFeed nel quale emergono numerosi e frequenti scambi tra collaboratori e rappresentanti di Trump e il governo russo lungo tutto l'arco della campagna presidenziale Usa, nonché informazioni sulla vita privata del presidente eletto.

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