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Chi è Beto O’Rourke, l'astro nascente dei Dem americani

45 anni, idee nuove e soldi puliti. Parte forse dal Texas la riscossa dei democratici Usa contro i paleoconservatori

Beto O'Rourke

Alessandro Turci

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C’è una strada che collega El Paso Texas alla Casa Bianca, passando dal Senato? E’ quella che sta costruendo Beto, diminutivo di Robert e cognome irlandese (ci ricorda qualcuno?), già membro della Camera che corre alle prossime elezioni di Midterm per arrivare al Senato.

O’Rourke fece, anni fa, il miracolo che le donne americane sono state in grado di ripetere durante le primarie appena concluse, e cioè candidarsi contro uno storico membro del Congresso in carica e sconfiggerlo.

Apri pista

Proprio come ha fatto quest’anno Ocasio-Cortez contro un gigante dei Dem a New York, O’Rourke nel 2012 sconfisse alle primarie democratiche Silvestre Reyes che era in carica da 16 anni. Lo sconfisse su temi come i diritti civili (vedi LGBT) e droghe leggere. E non dimentichiamo che stiamo parlando di Texas.

La vittoria di misura su Reyes gli diede poi lo slancio per battere ampiamente una repubblicana, Barbara Carrasco, e arrivare a Washington. Riconfermato nel 2014, oggi ha deciso di correre per il Senato e sfiderà Ted Cruz.

Contro il Paleoconservatore

Il buon Cruz ce lo ricordiamo friggere bacon sulla canna di un fucile automatico durante uno spot (sfortunato) della sua corsa alle primarie repubblicane per la presidenza, poi stoppata da uno più tosto di lui come Donald Trump.

Se scorriamo le idee di Cruz capiamo quelle di O’Rourke. Il senatore in carica è contrario all’aborto, all’immigrazione di non cristiani, alla limitazione delle armi, all’aumento delle tasse e ai matrimoni gay. Ma a qualcosa è anche favorevole: alla pena di morte. In America, lo chiamano, con un’ironia che a lui sfuggirà, il paleoconservatore: definizione perfetta!

Un altro Texas è possibile

O’ Rourke è invece l’idea di un altro Texas, uno stato che dopo Jimmy Carter (era il 1976…) non ha mai più espresso candidati politici democratici di statura presidenziale. Per questo sta girando il Lone Star State su un vecchio camper, è visiterà tutte le sue 254 contee.

Anche i media, il cui ruolo negli Stati Uniti è cruciale, simpatizzano per lui per un semplice motivo: ha reso le elezioni in Texas di nuovo avvincenti e aperte a qualsiasi risultato.

La sfida al finanziamento della politica, basta PAC

Come per molte candidate indipendenti, la rivoluzione culturale di O’Rourke è partita, ancora prima che dalle idee, dal metodo di finanziamento. Basta coi PAC, cioè i Political Action Committee, quei comitati che raccolgono i fondi per i candidati.

PAC ormai è percepito come un acronimo per dire lobby; un sistema che ha affossato la proposta politica di Hillary Clinton, perché agli elettori è parso troppo chiaro come i finanziamenti massicci dei gruppi d’interesse possano poi condizionare un’azione di governo.

Money talks

Grazie alle donazioni di semplici cittadini, O’Rourke è il candidato che ha raccolto più soldi in tutta la Nazione, superando i due milioni di dollari. Non sono molti, ma sono “puliti”. Tutti i America ricordano come Hillary, se eletta alla Casa Bianca, avrebbe scelto come Segretario al Tesoro un uomo di Goldman Sachs (Gary Gensler). Invece vinse Trump che scelse un uomo di… Goldman Sachs, l’attuale Steven Mnuchin. Insomma, Goldman Sachs vince sempre e comunque?

Beto O’Rourke sembra sulla strada giusta: idee radicate nella cultura progressista, conoscenza dei palazzi del potere, indipendenza economica. Solo con basi solide l’alternativa a Trump potrà avere speranze di successo. Ma una cosa alla volta, adesso c’è da battere il paleoconservatore Cruz.

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