Che cosa faranno i mille soldati italiani in Iraq

Da Erbil, nel Kurdistan iracheno, fino a Mosul, dove schiereremo 400 uomini a difesa della diga. Ora l'Italia è il secondo contingente, solo dopo agli Usa

Isis

Campo profughi nel nord dell'Iraq a Erbil – Credits: Getty

La decisione di portare a mille il numero dei soldati italiani di stanza in Iraq - apertamente lodata da John Kerry a Roma - significa che l'Italia diventerà il secondo Paese per consistenza numerica presente nello Stato mediorientale, dopo soltanto agli Stati Uniti, forti di 3700 uomini sul terreno. Una scelta che potrebbe valere a Roma - che schiera anche 400 uomini dell'Aeronautica nel confinante Kuwait - la nascita di un comando italiano in Iraq affiancato da un generale di divisione. Ma come saranno schierati i nostri uomini? E con quale missione?

DIGA DI MOSUL
La novità sta nel fatto che, dopo che Baghdad ha finalmente sciolto le riserve affidando alla Trevi di Cesena l'appalto per l'intervento di restauro urgente sulla strategica diga di Mosul, nel Nord, schiereremo 450 uomini per la difesa dei lavori, e forse altri 130 operatori di soccorso, con elicotteri attrezzati per il recupero dei servizi e un campo di assistenza. Ci lavoreranno anche altri 40 ingegneri e tecnici italiani. Un compito delicato e pericoloso, tenuto conto che le postazioni dell'Isis sono solo a 30 chilometri.
 
KURDISTAN IRACHENO
A Erbil, nel Nord, erano presenti già duecento istruttori, oggi paracadusti e domani, dopo l'avvicendamento, bersaglieri, con compiti specifici di addestramento delle milizie curde, alle quali vengono anche insegnate e tecniche più moderne di sminamento dei terreni attraversati dagli uomini del Daesh. Ai duecento uomini già schierati a Erbil se ne aggiungeranno ora 130, sempre con compiti di addestramento. A Kirkuk, importante centro petrolifero nel nord del Paese, sono presenti una decina uomini delle Forza speciali italiane con compiti di addestramento contro-insurrezionale nei confronti dei peshmerga impegnati contro le truppe dell'Isis.


BAGHDAD
Un centinaio di carabinieri si occupa invece dell'addestramento della polizia irachena, delle tecniche di investigazione e anche dei fondamentali rudimenti di tutela di diritti degli imputati.

KUWAIT
Presenti nel Paese confinante ci sono 400 uomini dell'Aeronautica, impegnate a seguire le missioni dei droni Predator e quelle dei caccia Tornado, per ora limitate a compiti di ricognizione. Nonostante le pressioni americane, Roma non sembra intenzionata a modificare i suoi caveat  dando via libera ai bombardamenti.


I COSTI DELL'INTERVENTO
I costi dell'intera operazione Iraq saranno sicuramente alti: nella legge di stabilità è stato accantonato uno stanziamento extra di 600 milioni, che però difficilmente potrà bastare se contro Daesh si aprirà anche il fronte libico, con l'avvio delle operazioni sulle coste mediterranee.

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