Esteri

Pioggia di critiche a Charlie Hebdo per una nuova vignetta su Aylan

"Fosse diventato grande, sarebbe potuto diventare uno dei molestatori di Colonia": il settimanale torna a far discutere per la satira sul piccolo curdo

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Redazione

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In un cerchio nell'angolo della vignetta pubblicata nell'ultimo numero di Charlie Hebdo, l'immagine che pochi mesi fa ha commosso il mondo: il corpo inerme sulla spiaggia del piccolo Aylan, simbolo di tutti i bambini morti nei viaggi della speranza. Sotto, la caricatura di uomini dalla faccia suina che inseguono le donne per le strade di Colonia e la sarcastica domanda: "Cosa sarebbe diventato il piccolo Aylan se fosse cresciuto?". Seguita dall'altrettanto sarcastica risposta: "Palpatore di sederi in Germania".

Una settimana dopo il primo anniversario dell'assalto alla sua redazione (7 gennaio 2015), la satira di Charlie Hebdo torna a far discutere. Intervistata dalla Cbs in Canada, dove ha trovato rifugio con il padre, la zia del piccolo Aylan, Tima Kurdi, ha definito "disgustosa" la vignetta: "Speravo che la gente rispettasse il nostro dolore", ha detto la donna. "Abbiamo avuto una grande perdita e ora cerchiamo di dimenticare e ripartire. Ferirci una seconda volta è ingiusto".

Anche i social media si sono scagliati contro la vignetta, realizzata dallo stesso direttore di Charlie Hebdo, ovvero il caricaturista Laurent Sourisseau, detto Riss, accusando il settimanale di razzismo e cattivo gusto. Tra l'altro, non è la prima volta che Charlie Hebdo finisce nella bufera per il piccolo Aylan: lo scorso settembre, sempre in una vignetta firmata da Riss, scatenò infatti critiche feroci la frase "La prova che l'Europa è cristiana. I cristiani camminano sull'acqua, i bambini musulmani affogano".

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