Esteri

Catalogna: oltre l'indipendenza, le ideologie

Comunismo e franchismo incombono alle spalle di due tra le figure chiave della vicenda catalana: le "pasionarie" Soraya Saenz de Santamaria e Anna Gabriel

Soraya Saenz de Santamaria e Anna Gabriel

Luciano Lombardi

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Tra i protagonisti di primi piano della soap Barcellona-Madrid, ci sono anche e soprattutto loro, Soraya Saenz de Santamaria e Anna Gabriel, due figure emblematiche, due donne agli estremi che, aldilà del ruolo che svolgono nella contesa, incarnano anche due ideologie. Contrapposte.

In comune non hanno nulla o quasi. La prima, inflessibile e austera vicepresidente del governo Rajoy, avvocato dello stato, un'ottima famiglia alle spalle; indipendentista senza e senza ma, l'altra, Anna Gabriel, figlia di minatori andalusi.

Scontro di ideologie contrapposte

Alle loro spalle, un'ombra che secondo alcuni analisti potrebbe presto animarsi e vivere di vita propria: da una parte, il comunismo quello che, proprio a Barcellona, all'inizio della guerra civile del 1936 annientò le forze anarchiche che controllavano la città; dall'altra il franchismo che, nel 1939 entrò nella stessa città con i carri armati e la liberò.

I tempi sono cambiati e certo nessuna delle due intende annientare o liberare alcunchì, ma neppure pensano di fare sconti a nessuno, si tratti di cedere alle ammorbidite istanze indipendentiste di Puigdemont o di usare fino all'ultima riga l'articolo 155 della costituzione per sospendere l'autonomia della Generalitat catalana, premendo con decisione il piede sull'acceleratore quando invece il presidente sembra sempre più orientato a prendere tempo.

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