Esteri

La Catalogna ignora la lezione scozzese

Si terrà comunque il 9 novembre il referendum sull'indipendenza della regione spagnola

Indipendenza Caatalogna

«Il rifiuto scozzese dell’indipendenza non muta l’agenda politica catalana neanche di una virgola». È il messaggio lanciato dalla Generalitat, il governo regionale catalano, all’indomani del no scozzese. Intanto, il parlamento catalano approvava, con il 78,5 per cento dei voti, la legge sulle consultazioni che permetterà al presidente Artur Mas di convocare il 9 novembre il referendum sull’indipendenza. La disputa non è solo politica, ma anche giuridica, dal momento che la chiamata alle urne per decidere se restare in Spagna è in conflitto con la Costituzione e che Madrid cercherà di bloccarla, anche col sostegno dei socialisti del Psoe, portando la legge sulle consultazioni al tribunale costituzionale. Alla luce del risultato scozzese, pare molto difficile che anche in Spagna la questione irredentista si possa risolvere con un referendum. Ma le proteste per l’indipendenza (foto a sinistra) sono sempre più forti.

Che cosa hanno scritto
«Lo stato e la Catalogna si trovano in una posizione diversa dopo il referendum scozzese» scrive El País. «Dopo il trionfo del no è molto difficile che si possa celebrare una consultazione catalana». È nientemeno che Pedro Sanchez, il nuovo leader socialista, a scrivere sul quotidiano madrileno che «se chiamiamo le cose con il loro nome, quello che alcuni stanno progettando è la spaccatura dello stato e questo altera l’idea stessa di ciò che è la Spagna». Per El Mundo la volontà del governo catalano di tenere la consultazione è «una sfida alla legalità spagnola, iniziata il 19 dicembre 2012 quando Atrur Mas e Oriol Junqueras concordarono un percorso che sfocia nel referendum del 9 novembre».


Il parere di David Gonzalez*
Artur Mas convocherà il referendum. Ma se poi si terrà, non lo sa nessuno. Nel caso in cui il referendum si tenesse, comunque si tratterebbe di una consultazione non vincolante. Inoltre la natura della «domanda a catena» (Vuole che la Catalogna sia uno stato? E che sia uno stato indipendente?) apre diverse prospettive. Se vincesse il sì, la Catalogna potrebbe diventare uno stato sovrano indipendente oppure formare una federazione con la Spagna. In caso di vittoria del no, non cambierebbe nulla. E se il referendum non si terrà, la frustrazione in Catalogna probabilmente aumenterà.


* Caporedattore Vanguardia, principale quotidiano catalano

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