Esteri

Caso Italia-Russiagate; tutto quello che bisogna sapere

In che contesto si sta sviluppando la vicenda che rischia di inguaiare il premier Giuseppe Conte, fra minacce effettive e presunti complotti.

US President Donald J. Trump meets with Italian Prime Minister Giuseppe Conte

Redazione

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Mentre in Italia infuria la polemica sul ruolo del premier Giuseppe Conte nella contro-inchiesta sul Russiagate che ha coinvolto i nostri servizi segreti per smascherare il presunto complotto ordito ai danni di Donald Trump, negli Stati Uniti arriva una dura picconata alle teorie cospirative del presidente.
La Commissione intelligence del Senato ha diffuso la seconda parte del suo rapporto sulle interferenze moscovite nelle presidenziali del 2016. Il documento si concentra sulla campagna di disinformazione della russa Internet Research Agency. E non usa mezzi termini: la cosiddetta fabbrica dei troll di San Pietroburgo ha «cercato di influenzare le elezioni presidenziali del 2016, danneggiando le possibilità di successo di Hillary Clinton e sostenendo Donald Trump, sotto la direzione del Cremlino».
Un colpo per Trump. E non solo perché arriva nel momento in cui i democratici stanno per formalizzare le accuse per il suo impeachment, ma anche perché la Commissione intelligence è guidata dai repubblicani, cioè dal suo stesso partito. Fa invece parte dell'amministrazione Trump il procuratore generale William Barr, il ministro della Giustizia Usa che sta conducendo la contro-indagine sull'inchiesta giudiziaria di Robert Mueller relativa alle ingerenze russe nella campagna del 2016. Come ha dichiarato lo stesso Mueller, il suo rapporto finale «non conclude che il presidente abbia commesso un crimine, ma neanche lo esonera». In sintesi, l'inchiesta non ha scagionato Trump. Anzi.
Dopo la conclusione delle indagini, il 24 luglio Mueller in audizione alla Camera ha denunciato: «La nostra indagine ha evidenziato che il governo russo ha interferito nelle nostre elezioni in maniera ampia e sistematica», anche se non ha trovato abbastanza prove per stabilire una cospirazione criminale con la Russia. Mueller ha poi aggiunto: «Nel corso della mia carriera, ho visto diversi attacchi alla nostra democrazia. Lo sforzo del governo russo per interferire nelle nostre elezioni è tra i più gravi». In tale frangente, il presidente della Commissione Giustizia della Camera Jerry Nadler gli ha chiesto: «Secondo la policy del Dipartimento di Giustizia, il presidente potrebbe essere perseguito per reati di ostruzione alla giustizia dopo aver lasciato l'incarico, è corretto?». Replica di Mueller: «Vero».
A quel punto, per screditare l'inchiesta sul Russiagate, Trump ha rilanciato una campagna già avviata nel 2018, quando sosteneva che la sua campagna elettorale del 2016 era stata infiltrata da una spia dell'Fbi, al fine di comprometterla. Di qui il cosiddetto Spygate, l'indagine di William Barr per verificare l'operato dell’Fbi e capire se la raccolta di informazioni sulla campagna di Trump nell'ambito del Russiagate era stata «lecita e appropriata». Come scrive il sito Politico, la contro-inchiesta, condotta da una squadra investigativa guidata dal procuratore federale John Durham, «ipotizza che l'indagine di Mueller possa essere stata motivata politicamente, piuttosto che un sincero tentativo di affrontare un'effettiva minaccia».
Barr parte da una teoria complottista a lungo coltivata dal presidente. Secondo Trump, i governi e i servizi segreti di alcuni Paesi fra i più stretti alleati dell'America avrebbero cospirato con i suoi nemici del «Deep State». Lo Stato profondo, costituito dall'establishment tecnocratico, avrebbe in altre parole organizzato un complotto per metterlo fuori gioco, inventando un inesistente collegamento con Mosca che gli sarebbe costato la presidenza.
Fra gli alleati di questo Stato nello Stato ci sarebbe anche l'Italia e in particolare Matteo Renzi. Il grande accusatore dell'ex premier è George Papadopoulos, un consulente politico greco che è stato membro del comitato consultivo per la politica estera nella campagna di Trump durante le presidenziali del 2016. «Penso che Matteo Renzi sia stato usato da Barack Obama per attuare questo colpo basso nei confronti di Trump e che ora Renzi rimarrà esposto e a causa di questa storia la sua carriera politica verrà distrutta, così come quella di altri esponenti di sinistra in Italia» ha dichiarato in un'intervista esclusiva a La Verità l'ex consigliere di Trump, che ha scritto un libro guarda caso intitolato Deep State target. Vale a dire, obiettivo del Deep state.
    




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