Cambiamenti climatici, i negazionisti finanziati dai grandi petrolieri

In un'esclusiva del The Independent la storia di un'organizzazione segreta che paga in forma anonima gli scienziati che si oppongono al climate-change

Dicembre 2012. Un rappresentante della 18esima conferenza Onu sui cambiamenti climatici di Doha e una donna che rappresenta la Scienza si sposano simbolicamente (Credits: Epa/STR)

Anna Mazzone

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Un'organizzazione segreta di miliardari del settore chimico e petrolifero che finanzia gli scienziati scettici sul tema dei cambiamenti climatici. Lo scoop è del quotidiano britannico The Independent e rappresenta un regalo per i complottisti di tutto il mondo.

A leggere i commenti sul sito del giornale di Londra è tutto un fiorire di "Lo sapevo e adesso ci sono le prove!". Insomma, la notizia c'è e rischia di provocare un autentico terremoto nell'ambito della comunità scientifica mondiale.

Secondo The Independent la Donors Trust, assieme alla società gemella Donors Capital Fund, entrambe con sede in Virginia, negli Stati Uniti, hanno garantito negli ultimi anni un fondo completamente anonimo per tutti i magnati interessati a contrastare le valutazioni degli scienziati che studiano e cercano soluzioni al cambiamento climatico e al surriscaldamento del pianeta.

Un fiume di milioni di dollari (circa 500 negli ultimi dieci anni) per finanziare tutti gli scettici del mondo della scienza che sostengono che i cambiamenti climatici sono fuffa, un falso problema, perché non sono le emissioni di CO2 che determinano l'innalzamento della temperatura nel mondo, bensì processi naturali nella storia del pianeta Terra, che nulla hanno a che fare con l'azione dell'uomo.

Il nocciolo della diatriba sta tutto qui. E ora si scopre che gli scettici sono stati finanziati da gruppi di interesse di grosse società petrolifere e chimiche, colpite dalle politiche per contrastare i cambiamenti climatici attraverso il taglio delle emissioni.

Una bella bordata alla credibilità della comunità scientifica. Seguendo la pista degli indizi, il quotidiano britannico ha scoperto che il milliardario americano Charles Koch, che con suo fratello detiene la maggioranza del pacchetto azionario delle industrie chimiche e petrolifere Koch, ha "indirettamente" finanziato il fondo anti-cambiamenti climatici.

Il passaggio di denaro avviene attraverso scatole cinesi. Milioni di dollari sono stati versati ai fondi Donors da una terza organizzazione, chiamata Knowledge and Progress Fund, che è gestita proprio dai fratelli Koch. Le organizzazioni Donors usufruiscono di uno speciale status nel sistema fiscale staunitense.

Sostanzialmente, le persone che versano le loro donazioni da una parte hanno garantito l'anonimato e dall'altra possono contare su generose detrazioni al momento del pagamento delle tasse. I "donatori" non sanno come vengono spesi i loro soldi dall'organizzazione, ma non è questo quello che gli interessa, perché il trust rientra tra le organizzazioni caritatevoli e quindi tutto va bene.

I negazionisti del cambiamento climatico si annidano nelle società petrolifere come la ExxonMobil, che producono dati e documenti che si oppongono a quelli degli scienziati che invece credono nei cambiamenti climatici. Proprio nel caso della ExxonMobil, tutta la documentazione negazionista prodotta da una serie di ricerche è stata finanziata tramite le donazioni di un'organizzazione chiamata Americans for Prosperity, dietro la quale c'è sempre la famiglia Koch.

Insomma, la domanda è: quei fondi elargiti così generosamente agli scienziati scettici hanno realmente influito sulle conclusioni delle loro ricerche oppure no? Gli amanti dei complotti credono ovviamente che sia così, senza se e senza ma. L'operazione è indubbiamente sporca, altrimenti perché pararsi dietro la cortina dell'anonimato? Ma si parla pur sempre di scienziati ed è possibile che confezionino verità ad arte a seconda di chi li paga? La domanda resta al momento senza risposta.

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