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California, 10 bambini torturati e abusati dai genitori: Usa sotto shock

La polizia ha scoperto la casa dei brividi lo scorso marzo: vivevano in mezzo ai rifiuti, in otto hanno raccontato anni di violenze e soprusi

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Matteo Politanò

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​Una storia d'orrore e vergogna arriva dalla California. Due genitori sono stati arrestati dallo sceriffo della contea di Solano con le pesanti accuse di tortura e abusi su minori, i loro 10 figli. Jonathan Allen, 29 anni, e la moglie Ina Rogers, 31 anni, sono stati inchiodati dalle testimonianze dei piccoli, salvati da condizioni di vita al limite del surreale.

La famiglia Allen

La famiglia Allen viveva a Fairfield, a nord di San Francisco. Jonathan, che di lavoro fa il tatuatore, e Ina hanno avuto 10 bambini, tutti di età compresa dai 4 mesi ai 12 anni. I vicini, interrogati dalla polizia, hanno saputo dare poche informazioni sulla vita della coppia al punto che "nessuno sapeva avessero così tanti figli".

La scomparsa del figlio

Lo scorso marzo Ina Rogers denuncia alla polizia la scomprsa del figlio più grande, di 12 anni. I poliziotti trovano il ragazzo che dorme in un cespuglio poco lontano dall'abitazione. Lo riportano a casa ma entrando per certificare la risoluzione del caso notano le condizioni igienico sanitarie in cui la famiglia vive. Il capo della polizia di Fairfield, Greg Hurlbut, parla di “immondizia e cibo avariato sul pavimento con escrementi di animali e umani”. Gli agenti segnalano il caso nel loro rapporto e l'ufficio per la tutela dei minori decide di agire.

Le rivelazioni

Prima di tutto si cerca di capire il grado d'istruzione dei bambini ma a scuola i loro nomi mancano. La madre sostiene di utilizzare casa come scuola privata ma il dipartimento di educazione statale non trova nessuna autorizzazione, neppure negli indirizzi delle abitazioni precedenti a Fairfield e Vallejo. I bambini vengono così interrogati dagli assistenti sociali che già dai primi colloqui scoprono l'incubo. Otto di loro riferiscono di abusi e violenze subite negli anni: le storie lasciano a bocca aperta e parlano anche di ferite da taglio, ustioni e colpi di pistola ad aria compressa.

Gli arresti

La polizia arresta Jonathan Allen e Ina Rogers. Il padre viene incolpato con sette capi d'accusa tra i quali il reato di pedofilia. La madre viene invece accusata per negligenza infantile e liberata su cauzione. Sia Jonathan Allen che la moglie negano però ogni accusa. "Mio marito è una persona fantastica nonostante tutti lo giudichino male per i tatuaggi che ha. Anche io mi sento una madre fantastica e non permetterò che queste accuse ci distruggano" ha spiegato la donna. L'uomo è stato invece intervistato da KCRA-TV: "Sono innocente, la mia famiglia funzionava, i grandi aiutavano i più piccoli, era un cerchio completo". Difficile però che Allen possa uscire su cauzione come la moglie, la polizia ha infatti fissato il prezzo del suo rilascio in 5,25 milioni di dollari.

La testimonianza della nonna

In attesa del processo pesano già le dichiarazioni di Wanda Rogers, madre di Ina e nonna dei bambini. Intervistata da KNTV ha puntato il dito su Jonathan Allen ammettendo che da tempo sospettava di abusi e violenze nella casa. Dopo averlo definito un mostro ha anche raccontato la sua testimonianza diretta: "prendeva a schiaffi i bambini e li zittiva con il nastro isolante", un racconto destinato a pesare come un macigno sulla sentenza dei giudici.

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