Redazione

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Alcuni migranti iraniani presenti nel campo di Calais, nel nord della Francia, in corso di sgombero, dal 2 marzo si sono cuciti la bocca con ago e filo per protestare contro l'operazione di smantellamento della cosiddetta "Giungla" e di trasferimento dei suoi occupanti in altre zone di accoglienza del Paese.

Durante le operazioni di sgombero della parte meridionale della tendopoli - interrotte da proteste e incidenti - un gruppo di migranti ha inscenato un breve corteo nei sentieri del campo mostrando a telecamere e fotografi le bocche cucite. Imbracciavano cartelli con le scritte "We are humans" (siamo umani), "Rappresentanti delle Nazioni Unite e dei Diritti umani, venite e guardate" e "Dov'è la vostra democrazia? Dov'è la vostra libertà?".



Alcuni addetti di Médecins Sans Frontières hanno detto che i migranti gli avevano chiesto di cucire loro la bocca: "Lo hanno fatto poi da soli, senza badare troppo alle norme sanitarie, sterilizzando gli aghi riscaldandoli". Più tardi in serata, la prefetto di Calais, Etienne Desplanques, ha espresso "profonda impressione" per l'azione da parte di "due migranti", ma ha aggiunto che "nulla giustifica tali gesti estremi quando lo stato si adopera con tutti i mezzi per far uscire i migranti dalle condizioni indegni nelle quali sopravvivono".

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